Vini italiani in pole position a Miami

Pubblicato: 15/04/2021
Vini italiani in pole position a Miami

Quando d'inverno vado a Miami, non posso non pensare al sole, al mare, agli eventi mondani visto che il periodo è considerato alta stagione turistica.

Le famose manifestazioni Boat Show,  Yacht Show,  Art Basel, ArtWinwood, Sobef Food &Wine - evento enogastronomico a cui partecipano chef stellati statunitensi con le loro degustazioni e showcooking, riuniscono curiosi e professionisti provenienti da ogni parte del globo. Per La Scolca, con i suoi vini italiani e per la ormai non più italiana Barilla con la cucina italiana, Miami è tappa fissa. 

Quest’anno vista la difficile situazione emergenziale che si sta vivendo causa la pandemia, divieto di assembramento, difficoltà negli spostamenti, anche se a Miami i locali non osservano particolari restrizioni e/o limitazioni, pensavo che tutti gli appuntamenti eno-gastronomici fossero annullati; invece, cari lettori, immaginate quale fu la mia sorpresa nel ricevere un invito dalla I.E.E.M. (International Event & Exhibition Management) per l'evento di Simply Wine presso il Mandarin Oriental con la sua spettacolare vista sui grattacieli del downtown di Miami in cui venivano presentati vini del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana: in questo territorio unico e incontaminato nasce una proposta enologica di qualità, estremamente variegata, attenta alla sostenibilità e con una tradizione secolare Miami, Houston, New York e Chicago le città scelte per raccontare la Maremma enologica attraverso una quarantina di etichette prodotte da una delegazione di Aziende del Consorzio “giungono virtualmente” negli Stati Uniti con l’obiettivo di raccontare agli operatori del settore ed alla stampa specializzata la “giovane” DOC che rappresenta “un’altra Toscana del vino” e che si propone sul mercato con una scelta davvero ampia, come il territorio in cui cresce.

"Nel 2020 l’Italia è tornata ad essere il primo fornitore di vino per il mercato degli Stati Uniti, nonostante l’anno sia stato estremamente difficile anche per il nostro settore a causa della pandemia, oltreoceano si è provato a continuare a lavorare con risultati soddisfacenti e gli USA si confermano come destinatari più che promettenti per il vino domestico” spiega Francesco Mazzei produttore e presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana che aggiunge: “la nostra Maremma Toscana ha scelto gli Stati Uniti per ripartire con la promozione nel 2021 proprio perché vogliamo aumentare la notorietà dei vini prodotti e vogliamo trovare il giusto posizionamento su una piazza così importante. La Toscana è una terra di grandi rossi ben affermati in tutto il mondo ma vi è ancora spazio sui mercati per i vini della Maremma, con le loro peculiarità legate ad un territorio estremamente variegato dove vitigni autoctoni e varietà internazionali convivono all’insegna della sostenibilità”, conclude Mazzei.

Dai vini bianchi autoctoni (con il vermentino che sta vivendo un momento di grande ascesa e con vitigni che destano sempre maggiori curiosità come l'Ansonica), ai Rossi-Rosati sempre autoctoni (Alicante, Ciliegiolo, Sangiovese), passando per i Rossi e Bianchi Internazionali (Cabernet Sauvignon, Cabernet franc, Syrah, Merlot, Viognier e Sauvignon blanc) e per finire con i Rossi ottenuti da Blend tra vitigni autoctoni (in primis il Sangiovese) e varietà internazionali (Merlot, Cabernet Sauvignon e franc, Petit Verdot).

Un vero viaggio enologico tra le tante zone della Maremma Toscana: dalle colline metallifere alla costa dell’Argentario passando per le zone del tufo di Pitigliano e Sovana fino alle pendici del monte Amiata. Una degustazione che ben rispetta le peculiarità di questa denominazione nata nel 2011.

Il Covid-19 ha modificato l’approccio al consumo di vino ma non ne ha depresso la domanda rilanciandolo soprattutto con le vendite on-line. Secondo i dati delle dogane statunitensi rielaborati dall'Osservatorio Nomisma, l’Italia rimane primo fornitore di vino degli Stati Uniti con un fatturato di 1,16 miliardi di euro.

A fare la differenza anche i dazi Usa che non hanno colpito i vini italiani permettendo all’export made in Italy di crescere del 2,6% nel corso del 2020. Ampie prospettive anche per il Messico dove la popolarità del vino è cresciuta significativamente creando uno scenario in cui l’Italia si posiziona al terzo posto con quasi 13 milioni di euro di vino importato nel 2019.

Irina RASKINA



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