In viaggio per le città slovene: quattro itinerari in luoghi e culture diverse

Pubblicato: 20/02/2024

Vi raccontiamo quattro città, una per ciascuna delle quattro regioni turistiche della Slovenia. Quattro mondi che testimoniano la varietà di un territorio ricchissimo dal punto di vista geografico, artistico e culturale. Tutto a portata di mano 

In viaggio per le città slovene: quattro itinerari in luoghi e culture diverse

Ogni regione, in Slovenia, ha caratteristiche proprie, che si riflettono negli usi e costumi, nel paesaggio, nell’architettura, nell’arte, nelle specialità enogastronomiche e nell’offerta di esperienze e attività culturali, turistiche e sportive. Un modo pratico e piacevole di scoprirne le peculiarità è fare base per due o tre giorni in una bella città storica (per cui c’è a volte solo l’imbarazzo scelta) e da lì muoversi alla volta delle altre mete e attrazioni regionali.

Slovenia Alpina, la dolce Radovljica

Il primo dei nostri itinerari riguarda la Slovenia Alpina. Qui, in Alta Carniola, al limitare delle Alpi Giulie, sorge la dolce Radovljica, ribattezzata così per il suo status di capitale dell’apicoltura, illustrata a dovere in un museo che è punto di riferimento internazionale del settore, e del cioccolato, celebrato ogni anno ad aprile in un grande festival a tema.

Città di impianto medievale (si intravvedono ancora le mura e il fossato difensivo), ma risorta in epoca rinascimentale dopo un rovinoso terremoto, Radovljica vanta un centro storico molto ricco, con palazzi di pregio del XVII secolo dalle belle facciate e dagli interni preziosi, e una quindicina di musei e gallerie sparsi nel territorio comunale. Tra i più curiosi il Museo-laboratorio del pane al miele, il Museo dello sci alpino Elan e il Museo della farmacia e dell’alchimia.

La rete dei sentieri locali è un invito a esplorare le frazioni e i villaggi vicini come Brezje, celebre meta di pellegrinaggi, Kropa, culla della lavorazione del ferro e dei segreti dell’arte fusoria, o Begunje, con la sua collezione di strumenti e registrazioni dedicati alla musica folk internazionale. Oltre a visitare i dintorni, incastonati nel contesto naturale delle Alpi slovene, da Radovljica si parte alla volta delle altre mete turistiche della regione.

A soli 7 chilometri si trova Bled, campione di sostenibilità ambientale sulle sponde dell’omonimo, pittoresco lago di origine glaciale, con un isolotto al centro e il castello arroccato su uno sperone di roccia. Di Kranj, polo culturale della regione, abbiamo già parlato a proposito delle città storiche della Slovenia.

L’altro grande centro di attrazione della Slovenia Alpina è Maribor, capitale della Stiria e seconda città della Slovenia. Caratteristica della sua struttura è una serie di eleganti e monumentali piazze collegate tra loro da vie pedonali di grande fascino. Nel quartiere Lent cresce la Vecchia Vite, considerata dagli esperti la più longeva del mondo.

Slovenia Centrale, da Idrija a Škofja Loka

La scoperta della Slovenia Centrale, con Ljubljana capitale, che merita naturalmente una visita a sé, può partire da Idrija, nella Carniola interna, che fa parte, con il suo intero centro storico, del patrimonio mondiale dell’Unesco. È la più antica città mineraria della Slovenia, nota anche per la presenza nel suo territorio del secondo giacimento di mercurio al mondo, fonte in passato di continui pellegrinaggi alla ricerca del prezioso elemento. L’attività estrattiva, abbandonata nel secolo scorso, ha lasciato in città molte vestigia, che alimentano un vero e proprio turismo industriale: percorsi guidati nelle gallerie scavate oltre cinquecento anni fa, esposizioni di macchinari e attrezzature minerarie perfettamente conservati, la pompa per i pozzi d’acqua con la ruota motrice in legno più grande d’Europa, e così via.

Ma Idrija, che oggi è soprattutto una destinazione green e beneficia di un’invidiabile posizione geografica, immersa com’è nella natura del paesaggio alpino, ha anche altri motivi di interesse: gestisce un frequentatissimo “parco avventura” (il Geopark Idrija, esteso su 300 chilometri quadrati e attraversato da una rete di sentieri e piste ciclabili), vanta un’ottima tradizione gastronomica (il piatto clou sono gli žlikrofi, sorta di ravioli ripieni a forma di cappello, conditi spesso con un sugo di carne) ed è la capitale del merletto a tombolo, celebrato ogni anno in un festival che nel terzo weekend di giugno trasforma completamente il volto della città.

Proseguendo nell’esplorazione della Slovenia Centrale, una ventina di chilometri a nord-ovest di Ljubljana troviamo l’abitato di Škofja Loka, altra città storica, sede di vescovado nota per una famosa processione della Passione di Cristo che si svolge ogni sette anni (la prossima edizione si terrà nel 2028) ed è una vera e propria rappresentazione teatrale degli eventi che precedono la Resurrezione secondo il testo drammatico più antico in lingua slovena. Al di là di questa sua particolare vocazione religiosa (celebrata anche negli altri anni, in tono minore, nelle settimane della Quaresima e della Pasqua), Škofja Loka è da sempre un centro di eccellenza dell’artigianato, come testimoniano le collezioni del Museo del Castello e le fiorenti botteghe con le nuove creazioni di manufatti in legno, metallo, tessuto, feltri di lana e merletto tradizionale.

Un’altra località da non perdere, viaggiando nel territorio regionale, è Novo mesto. Questa graziosa cittadina sulle rive del fiume Krka, circondata da colline vinicole dove nasce un’ottima variante del cviček, vino tipico sloveno, è conosciuta e apprezzata soprattutto per il suo grande patrimonio archeologico, tra cui emergono, per numero e bellezza dei reperti, le situle, antichi vasi potori in bronzo, impreziositi da una ricca decorazione figurale.

Slovenia Pannonica, Celje e i suoi dintorni

Per esplorare la regione Pannonica termale scegliamo Celje, nella bassa Valle della Savinja, dominata dall’imponente castello medievale, già dimora dei conti della città, che ne sono ancora formalmente proprietari e furono storicamente la dinastia più potente della Slovenia. Del maniero fortificato, si dice che fosse collegato da quattro tunnel segreti ad altrettanti punti strategici dentro e fuori le mura di Celje. Oggi, nelle stanze di Castel Vecchio (chiamato così in contrapposizione alla Corte del Principe, lussuosa residenza cittadina) vanno in scena, per i visitatori, ricostruzioni teatralizzate delle storie cavalleresche d’armi e di amori.

Celje è circondata da centri termali e centri benessere come la Thermana di Laško, le Terme di Dobrna, le Terme di Zreče, e il Centro di cure termali Rogaška Slatina. E intorno a Celje ci sono più di 30 fattorie turistiche con alloggi, alcune anche vicino al lago Šmartinsko, che è uno dei più grandi e frequentati della Slovenia.

Un’attrazione che vale la pena raggiungere, lasciando Celje, è il Padiglione Expano, realizzato per rappresentare la Slovenia all’Expo Milano 2015, e ricostruito sulle rive del lago Soboško, nel Pomurje, la parte più orientale del Paese, come centro turistico-informativo per offrire ai visitatori, con le sue installazioni interattive, una presentazione completa e spettacolare della storia, delle tradizioni e delle bellezze naturali della regione.

Sempre nel Pomurje, un altro punto di interesse, oltre il fiume Mura, al confine con l’Ungheria, nei pressi della città bilingue di Lendava, è la Torre Vinarium: realizzata nello stesso periodo del padiglione sloveno, è una torre di osservazione alta 53,5 metri dalla cui piattaforma panoramica, raggiungibile a piedi, la vista, nelle giornate limpide, si estende su ben quattro Paesi: Slovenia, Ungheria, Croazia e Austria.

Per i più salutisti, invece, a solo mezz’ora d’auto a nord di Celje, per rilassarsi c’è la stazione termale di Topolšica, le cui sorgenti naturali sgorgano in superficie tra i boschi in collina e alimentano una serie di stabilimenti e strutture alberghiere dov’è piacevole sostare prima di riprendere il viaggio. Ma prima di lasciare Velenje, città dal passato minerario, vale la pena di visitare il Museo sloveno dell’industria carbonifera: nelle viscere della terra, a 160 metri di profondità, è possibile pranzare con un delizioso menù di quattro portate preparato ad hoc dagli chef di un hotel della zona.

Slovenia mediterranea e carsica: Koper, Izola, Piran…

La scoperta della Slovenia mediterranea e carsica parte idealmente da Koper (Capodistria per noi italiani, che per ragioni storiche qui siamo di casa, supportati in questo anche dalla lingua), città portuale, abbracciata dal mare e dalle colline, favorita dal clima mite e soleggiato. Di fondazione greca, poi romana, bizantina e per cinque secoli sotto l’influenza della repubblica di Venezia, Koper, a soli venti chilometri da Trieste, riflette l’eredità della Serenissima nel look dei principali monumenti del suo centro storico: dal bel Palazzo Pretorio, in stile gotico-veneziano, che si affaccia sulla centralissima piazza Tito, così come il Palazzo della Loggia, con le sue arcate ogivali e il leone di San Marco che ne sovrasta l’ingresso, alla Cattedrale dell’Assunta.

Un soggiorno in città è un’ottima occasione per scoprire i vini locali, in particolare il Refosco, l’olio e le specialità gastronomiche della cucina istriana, che eccelle nei primi, nei piatti di mare e nei dolci. Un’interessante visita fuori porta è quella che ci porta nella Riserva Naturale di Val Stagnon, la più grande zona umida salmastra della Slovenia, paradiso della biodiversità in cui è possibile ammirare tra l’altro, senza disturbarle, oltre 220 specie di uccelli.

Proseguendo lungo la costa, incontriamo Izola (Isola), una delle località turistiche in maggiore espansione, scelta da molti come punto di partenza per esplorare le zone carsiche dell’entroterra, per approdare poi a Piran (Pirano), splendido borgo arroccato su un pendio prospiciente il mare, con le case e i palazzi d’epoca (tra cui l’iconica Casa Veneziana, del XV secolo) affacciati sulla grande piazza centrale, dalla caratteristica pavimentazione geometrica, intitolata al grande violinista e compositore del ‘700 Giuseppe Tartini.

Inoltrandosi nella regione carsica, dove il paesaggio si fa più aspro e montuoso, uno dei grandi poli di attrazione è il Castello di Predjama, letteralmente incastonato nella roccia: a pochi chilometri dalle celebri Grotte di Postumia, che da sole meritano una trasferta, il maniero rupestre, suggestivo al punto da spingere molte coppie a sceglierlo come location per il loro rito nuziale, è un intreccio inestricabile di elementi naturali e artificiali.

Uno degli insediamenti carsici più antichi e meritevoli di una visita è anche il borgo medievale a terrazzi di Štanjel (il nome deriva da San Daniele, il suo patrono), che si espande sui pendii del colle Turn e conserva un castello, oggi adibito a museo storico, parte del sistema difensivo, una bella parrocchiale e lo splendido giardino dei Ferrari, visitabile, che risale agli anni venti del secolo scorso.

E ancora Pivka (San Pietro del Carso), dal nome dell’omonimo fiume, che con il suo Parco della storia militare, visitato ogni anno da migliaia di turisti e appassionati di storia, racconta le vicende belliche che hanno portato all’indipendenza della Slovenia, e all’attuale assetto della Penisola balcanica e alle prospettive di un’Europa unita e pacificata.

Fonte: https://viaggi.corriere.it/itinerari-e-luoghi/in-viaggio-tra-le-citta-slovene-quattro-itinerari-tra-le-diverse-culture-speciale-slovenia-23-native-adv



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