Il Caffè Turco: origini e metodo di preparazione

Pubblicato: 15/05/2021
Il Caffè Turco: origini e metodo di preparazione

In questo articolo vi parlerò del caffè turco e vi racconterò della storia damore che lega i Turchi al kahve” (caffè).

Malgrado la denominazione, non abbiamo una paternità storica sul caffè turco; si chiama così per la diffusione del metodo di preparazione, molto particolare, avvenuta per il tramite del mondo Ottomano.

Il caffè fa la sua comparsa in Turchia durante il regno di Süleyman (1520-1566), grazie a Pacha Özdemir, che, tornando dallEtiopia e passando dallo Yemen, portò i primi chicchi di caffè. Da allora preparare il caffè richiede un vero e proprio cerimoniale, si seguono tappe precise e dosi ben definite: lutensile per la sua preparazione è il cezve.

La preparazione del caffè turco varia a seconda della quantità di zucchero utilizzata: sade (senza zucchero), orta şeker (poco zuccherato), şekerli (zuccherato), çok şekerli (molto zuccherato).

Nel cezve si versa lacqua, lequivalente di una tazzina per persona, si aggiunge il caffè, (considerate 2 cucchiaini per persona), ed infine lo zucchero a seconda della quantità desiderata.

Il cezve va messo quindi sul fuoco ma senza portare il caffè in ebollizioneperchè non deve bollire.

Va tolto dal fuoco non appena si crea una piccola schiuma che si versa nel fondo della tazza per poi riporre nuovamente il cezve sul fuoco ancora qualche secondo prima di versare il caffè nella tazza.

Per preparare una tazzina di caffè quindi le dosi da utilizzare sono 2 cucchiaini di caffè, una tazzina di acqua ed eventuale zucchero.…a voi il calcolo da fare a seconda del numero di ospiti.

Leggere ed interpretare il fondo della tazzina

Dopo aver gustato il nostro profumatissimo caffè turco, la tradizione vuole che si capovolga la tazzina nel suo piattino.

Si aspetta che si raffreddi la tazza e….si spera sempre che nel gruppo ci sia una falçi, ossia una persona che riesce a leggere ed interpretare le forme createsi con il fondo del caffè.

Questarte divinatoria si chiama fal.

Spesso capitava che anche prima di fare il caffè, sindagava se nel gruppo qualcuna sapesse farlo. Forse saperlo prima, permetteva di concentrarsi di più nella preparazione del caffè.

Durante la mia giovinezza mi divertivo ad interpretare i disegni ed i simboli lasciati dal caffè nella tazzina. Devo confessare che lo facevo abbastanza bene, ma è chiaro che non c’è nessun fondamento scientifico, solo sana superstizione. Si tratta di una tradizione secolare che noi turchi amiamo tramandare, pur accennando sempre un sorriso dincredulità quando ci viene letto il nostro futuro.

                                                                   Ümeyhan AZMAN



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