Un nuovo anno per un anno nuovo

Pubblicato: 01/01/2021
Un nuovo anno per un anno nuovo

A chi si domandava che cosa il Verbo avesse portato di nuovo venendo sulla terra, sant’Ireneo, il grande vescovo di Lione morto martire nel 202 d.C., rispondeva: “Ha portato ogni novità, portando sé stesso”. E’ verissimo! La grande novità che è entrata nel mondo è la sua persona, il suo stesso farsi uomo per noi uomini e per la nostra salvezza.

Ricordare questa verità della fede cristiana ci conduce al cuore del mistero del Natale di Gesù, che abbiamo da poco celebrato. Allo stesso tempo, però, un tale ricordo ci aiuta a entrare nel nuovo anno con una sapienza che non è di questo mondo ma viene da Dio e, pertanto, con una sapienza autentica e che non delude.

Invochiamo spesso, infatti, una novità capace di donare speranza.

All’inizio di un nuovo anno ci auguriamo un tempo nuovo, che non conosca le fatiche, le inquietudini e le sofferenze del tempo che è passato. Ma sulla base di che cosa invochiamo e auguriamo? Sant’Agostino, in un suo celebre discorso, si esprimeva così: “I tempi siamo noi, come siamo noi sono i tempi” (Discorso 80, 8). L’unica novità possibile ha le proprie radici in quella novità di cuore e di vita che solo la fede può donarci, che solo il vero e unico “Nuovo”, che è Cristo Salvatore, può portare in dono a ciascuno di noi.

Nel celebre testo “Il deserto dei Tartari” di Dino Buzzati, il protagonista è l'ambizioso Drogo, ufficiale dell'esercito che viene assegnato in servizio in una fortezza di un immaginario regno, ai confini con un territorio un tempo oggetto di rovinose irruzioni del nemico.

In questa fortezza tutti vivono nella speranzosa attesa di una nuova invasione, che dia un significato alla loro presenza e permetta loro gloriose azioni militari, vivendo intanto un'oziosa e rigida disciplina.

In una neghittosa conduzione dell'ottemperanza militare, con vari falsi allarmi dell'avvistamento di truppe nemiche, in cui si trascina la vita dell'intera guarnigione, passano i mesi, gli anni, e più di tre decenni, fino a che il nostro sfortunato ufficiale cede a una grave malattia, che lo sottrae alla gloria dello scontro con i nemici, finalmente arrivati, e lo porta al cospetto del vero nemico: la morte.

I veri protagonisti, in questo racconto, sono il tempo, il suo inesorabile scorrere verso il nulla, il non senso dell’attesa e della vita.

Perché l’ingresso in un nuovo anno non corrisponda ancora una volta allo scorrere verso il nulla e alla mancanza di senso, abbiamo bisogno di Dio. Abbiamo bisogno che Gesù, il volto visibile del Dio invisibile, entri nella nostra esistenza portandovi quella novità di verità, amore, gioia, pace e bellezza che solo Egli sa dare perché nostro vero alleato e nostro unico Redentore. Allora il nuovo anno sarà davvero anche un anno nuovo.

La Madonna, che la Chiesa celebra come Madre di Dio, il primo giorno dell’anno, ci aiuta in questa direzione. In Lei, infatti, la “Vera Novità” del mondo si è fatta carne e, in Lei, proprio per questo, risplendono verità, amore, gioia, pace e bellezza. Sia Lei, la Madre di Dio, a condurci a quel solo “Nuovo” che rende nuovi noi e rende nuove tutte le cose.

Don Guido MARINI



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