Tutti i Santi: la felicità come vocazione

Pubblicato: 01/11/2026
Tutti i Santi: la felicità come vocazione

È domenica, ma è la Domenica di Tutti i Santi. La Chiesa non ci invita a guardare eroi lontani, ma uomini e donne che hanno fatto fondamentalmente un cammino di fede autentico, che hanno vissuto la fede non solo predicandola, ma incarnandola nella carne, in prima persona.

Il Monte: una nuova Torah

Matteo è preciso: «Vedendo le folle, Gesù salì sul monte» (Mt 5,1). L'evangelista non è casuale. Come Mosè sul Sinai, Gesù sale sul monte per donare la nuova Legge. Ma non è una legge di precetti esteriori. È la Magna Charta del Regno.

Le Beatitudini non sono al futuro indicativo ("sarete beati"), ma al presente: «Makarioi - Beati». È un'espressione che in greco indica già ora una condizione di felicità oggettiva, donata da Dio. Gesù non impone comandi cui ottemperare, ma offre proposte di felicità.

Poveri in spirito: la radice di tutto

«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli» (Mt 5,3).

L'esegesi ci dice che “ptochoi to pneumati” non indica solo il povero sociologico ma il ptocho s: colui che è mendicante, che non ha nulla e dipende da tutto. È la condizione di Israele in esilio, che attende tutto da Dio.

È qui che si inseriscono alcuni volti dí santità: Sant'Antonio da Padova, che noi invochiamo per le grazie perse, ma che in realtà fu il grande difensore dei poveri contro gli usurai del suo tempo. Nei suoi Sermones denuncia: chi accumula ricchezza chiudendo il cuore al fratello, nega Cristo stesso. La povertà di Antonio non è miseria, è libertà evangelica per farsi prossimo.

La mitezza che resiste alla guerra

«Beati gli operatori di pace» (Mt 5,9).

Il termine greco eirenopoioi indica non chi è pacifico di carattere, ma chi costruisce attivamente la pace, chi si sporca le mani.

Ci viene in mente don Tonino Bello, che nel dicembre 1992, già gravemente malato, guidò la marcia a Sarajevo assediata. Non poteva essere neutrale davanti alla sofferenza. Come scriveva: "Non possiamo stare alla finestra a guardare". Questa è la santità: la “non-neutralità” evangelica.

Santi della porta accanto

Le Beatitudini ci dicono che la santità non è perfezione eroica, ma è vivere in maniera autentica il Vangelo nel quotidiano. Come ci ricorda Papa Francesco in Gaudete et Exsultate,n.16, i santi sono "quelli della porta accanto".

Quest'anno, che la festa cade di domenica, siamo chiamati a scegliere: vogliamo essere cristiani di precetti o uomini e donne felici secondo il Vangelo?

Questa è la santità.

don Alfonso GIORGIO



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