La SS Trinità modello di amore, accoglienza e comunione

Pubblicato: 30/05/2026
La SS Trinità modello di amore, accoglienza e comunione

Dopo aver capito che Dio continua ad agire nella storia attraverso lo Spirito che ci è stato donato con la Pentecoste, adesso la Chiesa, attraverso i Vangeli, ci vuole dire che Dio è Uno in Tre Persone, così come diceva papa Francesco, non è un discorso matematico-scientifico ma piuttosto rimane un Mistero che ci conferma l'unità di Dio e soprattutto attraverso l'azione del Figlio Gesù che è venuto sulla terra, rende comprensibile la Sua stessa presenza in mezzo a noi.

Attraverso il Suo Spirito che è certamente, Spirito di comunione, possiamo dire sicuramente che il mistero della Santissima Trinità è fondamentalmente un mistero di comunione, perché ci dice che Dio non è il "monarca" isolato in cielo, lontano dal mondo. Se Lui non è isolato, non agisce isolato, ma vive in questa circolarità di amore eterno, anche noi, allora, siamo chiamati a vivere nella fede, insieme ai fratelli e alle sorelle, in comunità. A questo livello, appunto, non si giustificano i solipsisti della fede, i cosiddetti "cattolici, credenti non praticanti" che vivono in maniera individuale la propria fede. Non trovano giustificazione affermazioni di questo tipo perché la fede, per sé stessa, va testimoniata, va condivisa in una "communio", in una comunione e in una comunità che è la Chiesa.

La Chiesa, più di altre realtà è "immagine di Dio Trinità"; anche la famiglia o un circolo di amici in Cristo possono essere, in qualche modo, immagine della Santissima Trinità.
Don Tonino Bello diceva che il mistero della Santissima Trinità è fondamentalmente un mistero di accoglienza. La Trinità è il modello della nostra fede e il modello della nostra convivenza, questo significa che la diversità non deve spaventarci, ma deve piuttosto arricchirci e renderci più felici. Don Tonino Bello era convinto che si deve imparare dalla Trinità l'arte dell'accoglienza dell'altro, il coraggio di fare spazio a chi è diverso da noi, perché solo nella comunione delle diversità si riflette la bellezza di Dio: la diversità come ricchezza. A riguardo mi viene in mente un fatto di cronaca di qualche giorno fa, quando un pover uomo che andava a lavoro, alle 5 del mattino, a Taranto, solo perché diverso, a motivo del colore della pelle, ma comunque con con una grande dignità, perché intento a provvedere al sostegno della propria famiglia, è stato ucciso da quattro giovani, tra cui alcuni minorenni, senza motivo, magari "per sport", per divagare un po' e semplicemente per disprezzo, per odio verso il diverso: una diversità non accettata, non accolta, ma che in realtà poteva divenire fondamentalmente una ricchezza sociale per quella comunità, perché anche lui dava il suo apporto alla società.

È stato terribile apprendere anche che in un esercizio commerciale sia stato rifiutato mentre era già ferito e chiedeva in maniera pietosa di essere protetto. Non è stato protetto, non è stato accolto dall'amore di Dio non c'è stata umanità. Quella persona che non l'ha accolta non ha esercitato per nulla il comandamento di Dio, non ha amato il prossimo. Non ha accolto Gesù in quella persona. In quel momento non ha amato Dio, perché Dio era presente in quella vittima innocente. Da tutto ciò comprendiamo che la Trinità ci insegna ad amare, ad entrare nella dimensione profonda dell'amore di Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo.

don Alfonso GIORGIO



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