La Grazia di Dio agisce lì dove non c’è pregiudizio (Mc 6, 1-6)

Pubblicato: 03/07/2021
La Grazia di Dio agisce lì dove non c’è pregiudizio (Mc 6, 1-6)

 

È difficile che la Grazia agisca dinnanzi al pregiudizio! Sì perché noi, in genere, siamo portati a catalogare, in qualche modo a schedare, nella nostra mente le persone, identificandole con quello che appare in superfice, senza andare in profondità. 

Quando si tratta di persone che ci son vicine poi, ci viene facile abituarci alla loro presenza è il cosiddetto  déjà-vu come spesso si dice:  “lo conosco”, “so già di lui troppe cose”, “conosco i suoi limiti, conosco quello che lui rappresenta nella mia vita”. Chissà  magari si tratterà del proprio marito, della propria  moglie, di un amico, di un insegnante, di un collega, Diciamo a noi stessi:  “sono persone che conosco che cosa può venire fuori di buono da loro?” Le conosco già!  Mi viene in mente un episodio molto interessante. Una volta mi si presentò una signora, madre di un noto chirurgo che mi manifestò la sua grande difficoltà: non riusciva ad accettare che fosse il figlio ad operarla perché, appunto,  si trattava di suo figlio e lei non era proprio certa delle sue capacità perché ricordava che il figlio, da ragazzo, era molto distratto e vivace e preferiva andare da un altro,  nemo profeta in patria sua. Ci facemmo un sacco di risate, ma alla fine, non senza difficoltà interiore, accettò. Tutti gli altri lo apprezzavano come chirurgo perché in effetti era un grande professionista ma la mamma non riusciva a capacitarsi perché lo vedeva ancora come il suo figlioletto, il suo bambino.

Si,  può accadere questo, anzi spesso accade, ed è accaduto anche a Gesù di Nazareth. Non riuscivano ad accettare che Lui fosse il Messia, più di un profeta, perché ne conoscevano le origini: “ chi sei tu? Da dove vieni? Noi lo sappiamo, che cosa può venire di buono da te? Ti conosciamo”.

Veniva loro facile  considerare Gesù per quello che era la sua provenienza terrena non, invece, la provenienza celeste. Questo principio può essere generalizzato e noi credenti dovremmo sapere che in ogni persona c'è una  componente spirituale profonda, c'è  una dimensione di cielo che caratterizza il percorso di ogni persona! Se noi lasciassimo fare alla grazia di Dio, se fossimo aperti alla novità, allora, senz'altro, vedremmo le persone in modo diverso, anche coloro che ci sono accanto. Che cosa può venire mai di buono da quel parroco,  lo conosciamo! Conosciamo i suoi difetti, le sue fissazioni, ecc.  Eppure il Signore può servirsi proprio di lui per raggiungerti con la sua Grazia, anzi si serve proprio di coloro che ti ha messo accanto.

Se solo li sapessimo vedere con un'ottica nuova, un'ottica di fede, appunto! A riguardo mi ricordo  di don Tonino Bello. Anche nei suoi confronti non vi fu subito molta accoglienza. Ora lo sappiamo bene è realmente un profeta!  Ma il suo modo di agire e di parlare, il suo parlare profetico, agire profetico,  quando era in vita,  non è che fosse da tutti accettato. Molto spesso alcuni benpensanti ridevano di lui lo ritenevano un illuso, uno che pensa di poter cambiare le cose, il mondo e non si rende conto che quello che lui pensa è illusorio, utopico. In realtà una sana utopia è necessaria perché bisogna confidare in Dio, nella sua Grazia.

Il Signore, infatti può cambiare le cose e don Tonino Bello ci è riuscito in pieno! Ha cambiato molto con  il suo agire e con la sua testimonianza. Ha procurato molti frutti, frutti abbondanti di Grazia in coloro che l'hanno entrato. Ancora oggi noi possiamo verificare la portata evangelica del suo messaggio. Così dovrebbe essere per ciascuno di noi. Anche noi possiamo essere strumento della Grazia.  Possiamo esercitare la profezia, tutti e in  quanto  battezzati, avremmo il compito di esercitare la profezia, di vivere la missione e di avere fiducia negli altri, dando loro una possibilità, perché  anche chi ci sta accanto a volte può sorprenderci.  Molto spesso il Signore ci parla proprio attraverso chi ci sta vicino

don Alfonso GIORGIO



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