Il Tempio come luogo di "Contempla-Azione"

Pubblicato: 08/11/2025
Il Tempio come luogo di "Contempla-Azione"

Questa domenica la Chiesa ci invita a ricordare la "dedicazione della Basilica Lateranense" e quindi a porre l'attenzione in particolar modo sul Tempio, sull'importanza del Tempio nella vita del credente. Attraverso quella pagina del Vangelo piuttosto particolare, attraverso la quale ci viene presentato un Gesù concitato, violento e a tratti anche piuttosto aggressivo sia nel parlare che nell'agire. Stupisce vederlo agire in questo modo, poiché sempre si è relazionato nella Sua mitezza, nella Sua bontà con calorosi abbracci, baci e con una affettività che diventava sempre più empatia verso tutti. In questo caso si crea un cortocircuito: "stizzato" un po' dalla situazione, poiché nel Tempio vi erano i cambiavalute e c'erano persone che approfittavano delle offerte della gente per recuperare anche qualcosa di più per loro, in maniera ingiusta, approfittando anche del cambio della moneta.

Infatti per dare ai fedeli la moneta del tempio camuffavano e ritoccavano a proprio vantaggio i valori di cambio. Insomma, nel luogo sacro avvenivano scambi ingiusti, commercio anche di animali, di oggetti che dovevano servire per i sacrifici, oltre a tanti altri illeciti, per cui il Tempio diveniva veramente un "luogo di mercato: "non fate della casa di mio Padre un mercato" gridava Gesù mentre rovesciava e scacciava i mercanti. Sono questi i verbi di movimento da Lui usati che dicono tutta la violenza e la delusione di quel momento da parte Sua. 

"Rovesciare" la merce dalle bancarelie poi ci rimanda anche a un discorso spirituale di conversione perché come ci ricoda Maria nel Magnificat: Egli 'è venuto a "rovesciare i potenti dai troni e ad innalzare gli umili". E' sempre Lui a fare questo mettendosi dalla parte degli ultimi, a rovesciare le situazioni, per indurre tutti al cambiamento. 

Il tempio è un luogo di contemplazione, sicuramente un luogo di preghiera, un luogo nel quale io devo entrarvi per ricaricarmi, per accogliere, per ascoltare la Parola di Dio.  Anche oggi il tempio avrebbe questa funzione ma non va sottaciuto il fatto che è comunque un luogo dal quale uscire e portarmi ai poveri così come lo stesso don Tonino sosteneva, in una sorta di processo di sistole e diastole: entrare nel Tempio per ritemprarsi e formarsi ed uscire per essere anche attenti a chi soffre, nelle periferie del mondo e nelle "periferie esistenziali". 

In una parola possiamo dire con quel termine coniato proprio dal venerabile don Tonino Bello, che dovremmo essere, in un certo senso, "contemplativi", cioè viverere la contemplattività, la contemplazione ma sempre in funzione di un'azione. 

Se io contemplo un mistero, se mi lascio prendere da un mistero e poi questo mistero non mi porta "sul passo degli ultimi" (È un'espressione di don Tonino, usata per il progetto pastorale), allora: sicuramente la mia vita ha qualche carenza: non vissuta in pienezza perché se non mi porta ad agire e operare per il Vangelo che predico non può essere credibile. Se la mia fede è vera e sincera senz'altro mi porta ad uscire dal Tempio e  ad agire, ad operare sempre per la Gloria di Dio.

don Alfonso GIORGIO



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