Il riposo del cuore nel Cuore di Cristo

Pubblicato: 17/07/2021

 (Mc 6,30-34)

Il  riposo  del  cuore  nel  Cuore di Cristo

Gli apostoli vogliono riferire tutto a Gesù. Egli li incontra e la prima cosa che vorrebbero fare è riferire tutto ciò che hanno fatto, tutto ciò che hanno insegnato. E’ un desiderio che viene loro dal cuore; hanno la gioia di riportare i successi conseguiti durante la missione. Un po' come quando un figlio vuole raccontare al padre quello che ha fatto a scuola, quello che è riuscito a conseguire, oppure come i presbiteri che, entusiasti, vogliono raccontare al proprio vescovo le esperienze vissute, vogliono riferire le loro gioie, vogliono comunicare,  trasferire questo entusiasmo. Gesù li accoglie ma è preoccupato perché è più interessato a loro che ai traguardi raggiunti.

L’invito: “venite qui riposatevi un po’ ” è la conseguenza di questa Sua preoccupazione, capisce che è necessario per loro che si riposino e che comunque non venga trascurato ciò che è essenziale a discapito di ciò che è secondario: cioè proprio il rapporto con Lui. A tal riguardo si può affermare che molto spesso anche nelle nostre realtà pastorali, nei progetti pastorali che facciamo, nelle nostre situazioni ecclesiali, con grande generosità, ci si mette a lavorare così tanto a partire dalla progettazione, Si progetta e si progetta tanto, così come sta accadendo proprio in questo tempo di pandemia anche attraverso la promozione di attività “a distanza”. Si è progettato continui incontri, webinar, chat, incontri online, incontri a distanza, quasi per riempire un vuoto, in modo da poter dire che si è fatto qualcosa, a tutti i costi. Perché si da molto risalto alle attività? Sicuramente si  agisce così perché prevale la logica del fare su quella dell’essere; dell'organizzare su quella del vivere la quotidianità.

A livello diocesano, e/o nazionale si creano eventi, si fanno grandi eventi ai quali ci si aspetta assolutamente che devono confluire tante persone. In questi casi si arriva addirittura a contabilizzare anche il numero dei partecipanti e sembrerebbe importante che siano molti, tant’è che si va, per così dire, in frustrazione, quando sono pochi i partecipanti e gli aderenti. Senza sapere, alla luce del vangelo, che tutto questo al Signore non importa! Non dovrebbe interessare tanto la struttura esteriore e materiale, quanto piuttosto la qualità del nostro rapporto con Lui, invece in alcuni casi è proprio Gesù, il grande assente, perché si finisce col creare grandi cornici, di fare grandi organizzazioni, grandi programmi e poi manca proprio Gesù, manca proprio Lui, manca proprio Colui per il quale stiamo organizzando. E’ paradossale, ma può capitare proprio questo!

Allo stesso modo, a titolo di esempio, riscontriamo talvolta, come nelle liturgie accade proprio questo: liturgie perfette ma poco vissute interiormente. In questo senso può capitare che sia proprio la corale ad eseguire perfettamente i canti per poi, senza scrupoli sparire dalla liturgia proprio nei momenti più importanti del rito dell’Eucarestia. Tutti riscontrano che la corale non c'è più e allora ci si chiede: per chi hanno pregato quei cantori? Come fanno ad annunciare il Regno? Viene meno proprio la credibilità e il coro anche se ben preparato e tecnicamente perfetto, così facendo non ha più nulla da testimoniare al popolo e forse nulla da dire a Dio, perché troppo concentrato sulla propria funzione piuttosto che sulla relazione con Dio e con gli altri attraverso la preghiera.

L’invito di Gesù, in questa domenica, ad andare da Lui e riposare è importante perché non può essere tralasciato proprio ciò che è centrale in un cammino di Fede: il riposo del cuore nel cuore di Cristo. A tal riguardo Don Tonino Bello tra i numerosissimi e originali tioli attribuiti a Maria ne aveva coniato uno proprio alla luce di questa pagina del vangelo: “Santa Maria donna del riposo”. Sosteneva con il suo modo tutto poetico ed evangelico di parlare e scrivere che la Madonna non era estranea al riposo proposto da Cristo, tanto da essere proprio Lei ad invitare tutti i credenti al riposo, riferendosi proprio alla stanchezza degli evangelizzatori don Tonino Bello chiede a Maria di prendersene cura: 

Santa Maria donna del riposo,

vogliamo pregarti per coloro che annunciano il Vangelo.

Qualche volta li vediamo stanchi e sfiduciati, sembrano dire come san Pietro: ‘abbiamo faticato tutta la notte ma non abbiamo preso nulla’.

Ebbene fermali quando la generosità pastorale li porta a trascurare la loro stessa persona, richiamali al dovere del riposo, 

allontanali dalla frenesia dell'azione, aiutali a dormire tranquilli, 

non indurli nella tentazione di ridurre le quote minime di sonno neppure per la causa del regno perché lo stress apostolico non è un incenso gradito al cospetto di Dio”. 

don Alfonso GIORGIO



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