Il più piccolo in questo mondo è il più grande nel Regno di Dio

Pubblicato: 13/12/2025
Il più piccolo in questo mondo è il più grande nel Regno di Dio

In questa terza domenica di avvento ancora una volta viene ripresentata la figura del Battista. In riferimento a Lui abbiamo, in questo passo del Vangelo, quella che potremmo dire, la più bella definizione che Gesù fa di una persona: "Tra i nati di donna non vi è nessuno più grande di lui".

È Gesù che dice questo. E ci sorprende che abbia una così alta considerazione del Battista, anche perché il Battista, a giudicare dai suoi pronunciamenti, dal suo modo di agire, si è presentato con toni forti, ha parlato al popolo invitandolo alla conversione, per prepararsi alla venuta del Signore e lo ha fatto con una certa veemenza.

Infatti Gesù aggiunge che, è vero che non vi è nessuno più grande di lui tra i nati di donna, ma "il più piccolo del Regno dei Cieli è più grande di lui".
Il più piccolo, del Regno dei Cieli è più grande del Battista. Il più piccolo, cioè il più bambino. Spesso Gesù prendeva i bambini, li accarezzava, li teneva vicino a sé, li indicava come addirittura "prototipo del vero credente" che si abbandona a Dio, come un bambino si abbandona nelle braccia della madre.

Ecco, allora che è il più piccolo, proprio il "minimo", il "minore", il piccolo che viene amato dal Signore. Per cui comprendiamo - e non c'è contraddizione in questo - che è vero che la nostra umanità deve elevarsi, che umanamente dobbiamo, prodigarci con gli sforzi personali, con la preghiera per essere dei buoni cristiani, dei buoni fedeli in Cristo, dei buoni credenti, ma l'umano, poi, deve essere valorizzato, deve essere assunto, deve essere... in qualche modo, elevato.

Ed è il Signore che deve chiamarci, perché nel Regno di Dio noi viviamo la pienezza dell'incontro con il Signore se ci lasciamo prendere da Lui. Se ci lasciamo prendere in pienezza dal Suo Regno, diventiamo proprio Suoi discepoli, servi del Regno di Dio, al servizio del Suo Regno.

Ed è per questo, peraltro, che il Battista, nella sua umiltà, sostiene di dover "diminuire": "Egli deve crescere,- in riferimento a Gesù- , io devo diminuire". E allora siamo chiamati, potremmo dire, con le parole di don Tonino Bello anche noi, ad "annunciare con coraggio la nostra fede, a testimoniarla con gioia, senza timore" a tutti.

Siamo chiamati però ad annunciare la buona novella e non una determinata spiritualità, un certo ordine religioso, un certo movimento cattolico, una certa chiesuola tra noi e noi.

Come Giovanni, nonostante le nostre fragilità, siamo chiamati, anche noi, ad essere discepoli del Signore e a indicare dove sta l'Agnello di Dio, non a impossessarcene come se dovessimo essere noi stessi la Luce.

Non siamo noi la Luce, come diceva lo stesso Battista, perché è Lui la vera "luce che viene nel mondo" e solo da Lui dobbiamo lasciarci illuminare.

don Alfonso GIORGIO



Ultimi Video


Vedi tutti i video »

Clicca sul Banner in basso e guarda il video

Inquadra il codice qr e sostienici!

Oltre le barriere - 2k24 -

è un progetto de

L'Albero Verde della Vita

_____________________________

 

_______________________

DOMUS SAPIENTIAE - Collana Testi

(Liber I)

(Liber II)

(Liber III)

______________________