Il lembo del Mantello (MC 5,21-43)

Pubblicato: 26/06/2021
Il lembo del Mantello (MC 5,21-43)

Il Vangelo di Marco in questa domenica ci presenta due persone in difficoltà: un papá ed una mamma, due persone disperate che vogliono incontrare Gesù. Sì perché Gesù lo si può incontrare in diversi modi. Sono infinite le circostanze in cui potremmo  incontrare il Signore,  riconoscerLo, invocarLo ma il punto centrale di questa pagina è la guarigione o le doppie guarigioni che Gesù compie in conseguenza della Fede di coloro che gliele hanno chieste.

Sarà perché degli amici hanno fatto un'esperienza spirituale nel nome di Gesù che ci colpisce particolarmente;  sarà perché la curiosità ci porta a voler capire chi è, dov'è, dove lo possiamo incontrare, ma del desiderio di Dio difficilmente riusciremo a liberarcene. Tante, effettivamente, potrebbero essere le motivazioni, per incontrarLo, ma molto spesso l’occasione più “gettonata” è il momento del bisogno,  quando proprio ci si è messi in una condizione di dolore e non si riesce a venirne fuori,  quando si è provato tutto, si è sperimentato tutto e si è capito che non c'è più nulla da fare, allora è facile che ci si rivolga a Dio.

Qui c'è una donna, una mamma che vuole guarire, vuole incontrare Gesù, anche solo toccarlo, anche indirettamente, toccando il lembo del suo mantello e c’è contemporaneamente  un papà di nome Giairo che ha una figlioletta  in pericolo di vita.

E’ un papà disperato poiché la figlia sta lì lì per morire, quindi questo sarebbe il suo ultimo tentativo, un disperato tentativo di andare da Gesù per supplicarlo, per pregarlo.  Tra l'altro va sottolineato che si tratta, molto probabilmente,  di persone non tanto “vicine” alla Fede – come si usa dire oggi in riferimento ai cosiddetti “lontani” dalla pratica religiosa -  ed al gruppo dei discepoli impegnati nella sequela di Gesù. Certamente hanno sentito parlare di Lui, della sua capacità di ascolto e compassione.  Può capitare, in effetti, che mettendo un pò da parte l'orgoglio o le proprie convinzioni assolutiste, ci si metta in discussione e si decida, umilmente, di andare ai piedi di Gesù.

Per cui ciò che prima non aveva un senso, improvvisamente assume un significato profondo e fondamentale,  tanto che si è disposti anche ad umiliarsi davanti al Signore. A riguardo c’è un passo  del profeta Ezechiele che dice più o meno questo: quando sarete frustrati, quando sarete nella polvere e allora che Io verrò a voi, mi renderò presente! (cfr Ezechiele 34,23-31). E’ sempre così, quando mettiamo da parte il nostro orgoglio, la nostra sicurezza, è allora e solo allora che il Signore si fa vedere, si fa incontrare. In questo caso a Gesù non importa tanto il miracolo della vita ridonata alla figlia di Giairo che era praticamente morta o la guarigione per questa donna che è riuscita a toccare il lembo del Suo mantello, quanto la relazione con noi e il Suo desiderio di vederci riuniti nel Suo nome. Ecco perché vuole vedere chi gli ha toccato il lembo del mantello, in mezzo a quella folla, vuole vederla, quella donna,  vuole incontrarla così come vuole camminare con quell'uomo disperato. Per lui tutto è possibile, avrebbe fatto ogni cosa anche “a distanza”  - come spesso diciamo in questo periodo particolare, caratterizzato dal pericolo dei contagi da Covid -  ed invece vuole l’incontro con noi singolarmente.

Per questo decide di camminare insieme a Giairo, fare un tratto di strada con la sua disperazione e dirigersi verso la sua casa. 

Il Signore vuole camminare con noi e spesso non lo capiamo. E’ bello sapere che il Signore stia accanto a chi lo cerca. E’ una gioia grande  poterLo riconoscere e ascoltarLo mentre ci solleva dalle nostre frustrazioni, mentre ci dice Talità Kum, “alzati e cammina”, “alzati dalla situazione in cui ti trovi”, “esci dalla polvere in cui sei prostrato”, è un grande sollievo!  “Alzati” è un segno di speranza.  La Sua presenza è garanzia di superamento, vittoria nel suo nome. Noi possiamo vincere,  possiamo superare ogni difficoltà ed ogni dolore, ma  come affermò don Tonino Bello -  in un discorso rivolto ad una comunità religiosa -  dovremmo  rimanere attaccati a quel lembo del mantello: “vi auguro che sappiate trattenere il Signore per il lembo del Suo  mantello affinché si fermi nel vostro singolo giardino”. (“Casa Betania”, Terlizzi 1993).

Un augurio per tutti noi affinché possiamo rimanere attaccati a Gesù, vicini a Lui per non fallire mai.

don Alfonso GIORGIO



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