Il deserto per strappare a Dio il segreto della felicità

Pubblicato: 21/02/2026
Il deserto per strappare a Dio il segreto della felicità

Inizia il tempo di Quaresima, inizia con il deserto, cioè con quello che potremmo chiamare il "vuoto", perché è proprio nel vuoto, nel deserto appunto che il Signore può parlare al nostro cuore.

Il deserto non è solo penitenza, silenzio e vuoto, è anche il luogo in cui impariamo a usare la nostra libertà. È il confronto necessario con noi stessi e soprattutto con le nostre fragilità e le nostre paure. E' il luogo della lotta e della resilienza.

Gesù pur essendo Dio, si lascia tentare, nella sua piena umanità e vive questa esperienza del deserto sottoponendosi ad una triplice tentazione di Satana.

Nel vuoto e solo nel vuoto può parlare Dio, quando uno è troppo pieno di sé e di tante cose facilmente si distrae...Carlo Carretto sosteneva che il cristiano dovrebbe avere sempre uno stile di vita tale da prevedere silenzio anche nel chiasso: "il deserto nella città". Il deserto però, va anche detto è il luogo ove può anche incombere Satana, può insidiarsi sempre nella nostra vita.

La prima tentazione è quella del pane: perché le pietre diventino pane. Il demonio fa leva sulla spettacolarità ma anche sulla fame, sul fatto che è necessario nutrirsi, che non si possa rimanere digiuni. Non a caso proprio perché da sempre il digiuno è visto come l'occasione per cibarsi di Dio, perché l'anima possa serenamente e più liberamente rivolgersi a Dio. Viene tentato Gesù su questo, anche sul potere, perciò viene portato in alto, viene tentato anche sulla questione del dominio, del potere sulle cose materiali: "ti darò tutto, ti darò tutto" ma la risposta di Gesù è attraverso la Parola: "non tenterai il Signore Dio tuo, è scritto questo".

Stupisce il fatto che Satana citi le Scritture, conosce la Bibbia, conosce le Sacre scritture e le cita a proprio uso e consumo. Possiamo dire, a questo riguardo che non è sufficiente conoscere la Bibbia, occorre davvero mettere in pratica e soprattutto nel modo giusto, nei contesti giusti. Nel deserto non era utile citare quei passi ma erano stati citati in maniera strumentale da Satana. Quante volte, anche nella Chiesa capita di constatare che qualche passo della Scrittura venga citato in maniera strumentale al proprio uso e consumo, in riferimento a quelle che sono le proprie intenzioni più personali.

In quaresima il Signore ci chiede di fare vuoto per accogliere Dio nella propria vita, lasciare spazio a Dio affinché possa agire in noi, per contemplarlo. Come dice don Tonino Bello: "contemplare significa in un certo senso combattere con Dio, come Giacobbe, combattere di notte, in uno sconvolgente a tu per tu, quasi per strappargli il segreto della felicità, come faceva Giacobbe". Interessante questa espressione: "strappare a Dio il segreto della felicità" infatti può accadere solo quando Lui viene accolto e reso padrone della nostra vita. Signore della nostra vita.

don Alfonso GIORGIO



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