Il Cristiano non ha paura

Pubblicato: 20/06/2026
Il Cristiano non ha paura

Il Vangelo di oggi ci cataculpa nel cuore pulsante della sequela, perché seguire Gesù non è un invito alla tranquillità domestica, non è un mettersi attorno a un tavolino in salotto per prendere del tè con biscotti, così come affermava Papa Francesco.

Essere cristiani significa essere disposti a spendersi di persona e a mettersi in discussione...Infatti il Signore ci chiede di non scendere a compromesso, ma piuttosto dire e fare la verità e per questo esorta tutti a "non avere paura". È molto bella questa sua continua espressione..per tre volte lo ripete in questa pericope evangelica: "non abbiate paura", in pochi versetti lo ripete, perché sa che la verità costa; dire la verità, essere nella verità, costa, perché non si può scendere a compromessi e si paga di persona.

Bisogna rimanere fedeli ai propri principi e a Cristo in modo particolare. Molto spesso la coerenza evangelica comporta isolamento, incomprensioni e talvolta persecuzioni.
La responsabilità della Chiesa sta proprio in questo "nodo centrale" essere fedeli alla Verità e il cristiano non può abdicare al ruolo di "faro" che talvolta è in mezzo alla tempesta, davanti ai tribunali del mondo.

Se dovesse capitarci questo, non dobbiamo scoraggiarci perché la forza del cristiano non sta certamente nelle armi o nelle capacità umane, ma appunto nella sua vita che sia sempre conforme ai Vangeli. Il cristiano è tale quando, appunto vive la trasparenza della propria testimonianza, infatti dice Gesù: "non dovete temere quelli che uccidono il corpo", perché c'è una dignità, umana e spirituale che nessuno può scalfire.

I martiri ci hanno consegnato questo valore teologico altissimo: dare la vita per Gesù e rimanere sempre uniti a Lui. Tutto questo dovrebbe diventare per noi un impegno: essere testimoni disposti a tutto.

Gesù parla anche di "una spada", una spada che è venuta a portare sulla terra. Questo non significa che ci vuole in guerra, anzi piuttosto che attraverso quella spada si creeranno divisioni tra quelli che lo seguono e quelli che lo ignorano.

La lotta ci sarà ma in una dimensione diversa perché quello che vorrà il Signore da noi è la lotta per la verità e la promozione di percorsi di pace. Dobbiamo perseguire cammini di pace e la spada deve "tagliare" tutto ciò che ci allontana da Lui, tutto ciò che appunto ci rende insensibili, individualisti e superficiali.

Accettare di perdere la propria vita per spenderla e viverla donandola per la giustizia e per il Vangelo è la vocazione del cristiano. Il compito del cristiano, in questo senso è profezia.

Don Tonino Bello, parlava di profezia umile che si traduce in piccoli gesti e attenzioni: un'attenzione umile anche verso i passerotti del cielo, i piccoli del cielo, cioè verso quelle creature di cui il mondo non si prende cura è profezia! Don Tonino invitava ad essere Chiesa così, sempre attenta agli ultimi, attenta ai piccoli; qui si gioca la credibilità di una Chiesa che segue veramente Gesù Cristo.

Cristiano allora, in sintesi, significa appunto essere "seguace di Gesù" Figlio di Dio, profeta buono, umile e mite di cuore pronto a donarsi e ad amare sempre.

don Alfonso GIORGIO



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