Gesù è vivo e cammina in mezzo a noi

Pubblicato: 21/06/2025
Gesù è vivo e cammina in mezzo a noi

La Chiesa celebra oggi la solennità del Corpus Domini, si tratta della Santissima Eucaristia, del Corpo e Sangue di Cristo, alla quale la Chiesa ha sempre riservato grande spazio e soprattutto l'ha considerata con grande sacralità.

C'è sempre un alone di grande sacralità attorno a questo mistero. Noi cattolici in effetti, riconosciamo in quel pane, azzimo, consacrato, la presenza viva di Cristo.
E' Lui che ce l'ha assicurato, "fate questo in memoria di me", "prendete e mangiate","questo è il mio Corpo", "questo è il mio sangue".

E' da moltissimi anni, a partire dal famoso miracolo di Bolsena, che ormai le processioni del Corpus Domini si tengono in tutto il mondo. Si tratta di Gesù che non solo simbolicamente, ma "realmente presente nel Sacramento" passa in mezzo a noi, in mezzo alle nostre strade, alle nostre case, alle nostre esigenze. E' Gesù che cammina con noi, si tratta di un fatto eccezionale, che accade una volta l'anno, non si tratta di una statua di cartapesta o di legno, ma si tratta della presenza viva di Cristo. È senza dubbio, quella del Corpus Domini, la processione delle processioni, la più importante, poiché è Gesù che cammina con noi. Al di là della festa eccezionale si tratta comunque di un segno riconducibile alla quotidianità della presenza di Cristo nella nostra vita, poiché Gesù sempre cammina con noi, anche se non sempre attraverso l'Eucaristia.

Nello Spirito di Cristo Risorto noi possiamo trovare sempre accanto a noi questa presenza: è un Pane che si spezza, è un Pane che si lascia manducare e viene condiviso, cosi come il Vangelo ci ricorda, quello che agli occhi degli uomini sembra niente: "cinque pani e due pesci", poca cosa, per Dio è tanto. Anche se ci fosse una disponibilità pure scarsa, da parte dell'uomo, il Signore la moltiplica.

Ecco il miracolo della moltiplicazione, ecco quindi la comunione che passa proprio attraverso la condivisione di questo mistero altissimo che noi tutti possiamo prenderne e mangiarne. Don Tonino Bello per la circostanza soleva affermare: è vero, noi circondiamo di sacralità la Santissima Eucaristia, siamo anche capaci di genufletterci dinanzi ad essa e riconoscerla in questo grande mistero, riconosciamo la presenza reale di Cristo nella nostra vita, il Pane consacrato, però difficilmente riusciamo poi a riconoscere la presenza di Cristo in un giovane vittima della tossicodipendenza, in una persona che giace nel sangue riverso per strada, in un barbone, in uno straniero che non trova asilo e non viene accolto, in un affamato, in una persona povera che troviamo lungo il cammino, eppure è Gesù stesso che passa. Lo aveva detto: "quello che farete a uno di questi fratelli più piccoli lo avete fatto a me".

Non possiamo deludere le attese di Cristo il quale è cosi buono con noi da lasciarci manducare, anche noi dovremmo lasciarci consumare, lasciarci toccare, lasciarci in un certo senso "mangiare" da questo prossimo più bisognoso.

Alla luce di tutto questo vorrei dire proprio attingendo al pensiero di Don Tonibo Bello che possiamo sì, adorare il Santissimo Sacramento, ma non senza riconoscere Gesù e i fratelli più poveri che il Signore stesso ci mette accanto.

don Alfonso GIORGIO



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