Dio sceglie i piccoli

Pubblicato: 04/07/2026
Dio sceglie i piccoli

Il Vangelo di questa domenica - potremmo dire - è un'esplosione di gioia! Quando Gesù prega in questo modo: "ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti, ai dotti e le hai rivelate ai piccoli", in un mondo - potremmo dire - che premia coloro che "sanno di più" o che sentono di sapere di più, o premia i più forti, coloro che hanno successo, che raggiungono le vette più alte del potere, Dio fa una scelta di campo ben precisa: si rivela ai piccoli!

E chi sono questi piccoli? Non sono certamente i bambini, in senso anagrafico, ma i "poveri in spirito". Più avanti, nei suoi discorsi Gesù lo preciserà, sono "beati i poveri in spirito". Cioe' coloro che non hanno uno schermo di orgoglio e che si sentono uniti particolarmente a Dio.

"I sapienti", "i dotti", di cui parla Gesù, sono coloro che, in un certo senso, sono pieni di sé, delle loro proprie convinzioni, dei propri saperi o presunti saperi, dotti per aver imprigionato Dio nei propri schemi mentali. In questo modo illusi di essere prescelti si allontanano sempre più da Dio.

Sant'Alfonso il santo di cui porto il nome, nella famosa opera che consiglio di leggere, sempre attuale: "Pratica di amare Gesù Cristo", scriveva proprio così: "tutta la santità e la perfezione di un' anima, consiste nell'amare Gesù Cristo, nostro Dio, nostro sommo bene e nostro Salvatore. I dotti che non sanno amare Gesù Cristo sono più ignoranti degli ignoranti e gli ignoranti che lo sanno amare sono più sapienti dei dotti".

Mi sembra davvero di ripercorrere la pagina del Vangelo di oggi. Del resto, proprio lui, Alfonso, un uomo di immensa cultura, avvocato, musico, teologo raffinatissimo, tanto prolifero, in riferimento alle moltissime opere prodotte, ci ricorda che i piccoli sono coloro che hanno capito il segreto della preghiera semplice, quella fatta di sguardi, di confidenze, di abbandono.
Per Sant'Alfonso Gesù per primo si fa piccolo per non farci paura, si fa vicino per essere amato. E' la logica dell' umiltà.

L' altra espressione di Gesù in questo Vangelo di oggi è: "Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi". Subito dopo aver lodato il Padre, Gesù si rivolge a noi con uno degli inviti più consolanti della Sacra Scrittura: "Venite a me voi tutti che siete stanchi e oppressi e io vi darò un ristoro". E chi di noi oggi non si sente almeno un po' stanco e oppresso, contrariato e vorrebbe che con una bacchetta magica si rivolgessero ai problemi?

Ecco Gesù consola invitando, invitandoci in questo senso ad andare da Lui: "Venite a me". Ci invita a portare un giogo, ma non da soli, sempre insieme a Lui, insieme agli altri.
Per comprendere ancora meglio il messaggio del Vangelo ci è di aiuto, ancora una volta, la famosa immagine che ci consegnava Don Tonino Bello: l'"ala di riserva". Quell'ala che ci spinge a portarci accanto all'altro, al fratello, alla sorella che troviamo nel nostro cammino di vita per prestare un'ala affinché questo giogo della vita possa essere più leggero. Passeggiare sereni insieme, gli uni uniti agli altri, verso il cielo, verso la libertà, verso la verità, verso l'amore, verso la lode di Dio che appunto ci ama immensamente, qui sta il segreto di una vita riuscita è felice!

don Alfonso GIORGIO



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