Alla scuola di Cristo umile e povero tra gli ultimi e i poveri della terra

Pubblicato: 10/01/2026
Alla scuola di Cristo umile e povero tra gli ultimi e i poveri della terra

In questa domenica la liturgia ci invita a fare un "salto" incredibile nel tempo, in avanti di 30 anni: dalla grotta di Betlemme, da quella luce che veniva dal Bambino, in quella notte santa, ci ritroviamo, all'improvviso, lungo le sponde del Giordano.

Trent' anni dopo. È il momento in cui Gesù manifesta la sua divinità ed è il Padre a rivelarcela, quando appunto, con una voce potente, dall'alto, - nel momento in cui il Battista procede con il Battesimo di conversione che era riservato ai peccatori ma che Gesù non disdegna ugualmente di ricevere, - il Padre dichiara: "ecco è il Figlio amato, in Lui c'è ogni mio compiacimento, mi sono compiaciuto".

Una grande conferma dall'Alto: la divinità di Cristo è certa e vera. Questa Rivelazione divina ci ricorda che proprio questa celebrazione del "Battesimo di Gesù" può essere vissuta, come per il 6 gennaio, quale ulteriore Epifania, cioè ulteriore manifestazione della divinità di Cristo.
In quell'uomo giovane, ormai trentenne c'è tutta la grandezza di Dio.

La celebrazione di questo particolare Battesimo ci induce anche, in qualche modo, a riflettere su quello che è il nostro Battesimo, seppure diverso, perché così come affermava Sant'Agostino dobbiamo considerare il fatto che quando siamo stati battezzati, quel sacramento celebrato non veniva altro che dalla croce di Cristo, così affermava Sant'Agostino: "viene dalla morte di Cristo".

Tutto il mistero di Amore di Cristo sta nel fatto che "Egli ha patito per te, in Lui sei redento, in Lui sei salvato". In questa sintesi molto efficace Sant'Agostino ci ricorda che tutto rinviene da Lui, potremmo dire, dal suo costato trafitto, dal quale sgorgano l'acqua e il sangue. Dunque, da Lui rinviene il nostro Battesimo come pure la Santa Eucarestia e la celebrazione del Battesimo di Gesù ci induce a riflettere su quelle che sono le nostre origini e oltre che invitarci concretamente a fare sempre riferimento a Lui in tutta la nostra vita.

Così come affermava don Tonino Bello dobbiamo accettare anche la sua esortazione di metterci davvero alla Sua scuola, perché se non ci mettiamo alla scuola di Gesù Cristo "tutto il resto è inutile, è retorica; tutto il resto è commedia, è una sceneggiata. Se noi veramente non prendiamo questa decisione radicale di seguire Gesù Cristo, pastore che dà conforto alle nostre anime, che dà senso e orientamento alla nostra storia, che cambia la faccia delle cose, lo schema delle cose, fermo nell'Amore resta soltanto Lui e noi perdiamo molto".

Ma la verità è che noi, nel nostro intimo, vogliamo Dio e questo cammino lo vogliamo fare insieme a Gesù Cristo, insieme con Lui. E' Lui che appunto, introduce, segna questo momento del Battesimo, quale inizio del Suo cammino sulla terra, del suo ministero, del suo desiderio di portare a tutti il Vangelo. Gesù proprio a partire dal Giordano non ha fatto altro che annunciare la Buona novella, redimerci e salvarci, fino alla fine, salendo per noi sulla croce e vincendo la morte per sempre.

don Alfonso GIORGIO



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