Lamed, la tensione verso Dio

Pubblicato: 25/07/2022

Analisi delle linee di Antonio Bianco

Lamed, la tensione verso Dio

Come è possibile la reciprocità del molteplice al simbolo?

Intanto l'elisione delle possibilità di antinomie rilevabili attraverso la consuetudine della ispirazione, della flessibilità delle tracce cromografiche, tra il segno e le sfumature, ci consentono di percepire Uomo-Arte, in una conditio sinae quae non...mediante la quale ogni manifestazione rappresenta il mondo nella sua volontà di essere (echi schopenhaueriani).

In realtà il molteplice non  è che una esperienza linguistica dell'uomo che necessita di spiegare l'intenzione del fenomeno ed evitare la contraddizione dell'equivoco che si presta alla analisi della massa, che sfugge dal fenomeno per timore della epifania dell'essenza..

I prilegomeni si trasformano in un linguaggio visivo di cui Antonio Bianco ne è il magister gestore; infatti subendo con gaudio l'esperienza continua della ispirazione e creando i presupposti per presentarla al mondo, ritroviamo quei casi che non sfuggono all'occhio analitico e sperimentatore.

I giochi di luce che si creano mentre Antonio è colto dalle muse, sono i movimenti del sole che creano segni che, casualmente, usiamo "Il caso" per non fare apparire nulla sul piano del bigottismo, però in cuore proprio è evidente che il caso non esiste: tutto è il Possibile che si rende manifesto.

In una delle sue opere la luce esprime sé stessa con una forma che ci riporta alla Lambda greca (λ) e quindi per analogia alla Lamed dell'alfabeto ebraico ( ל).

Nello Zohar la Lamed è chiamata la torre che vola in aria, perché allora inserirla in questo contesto come termine di paragone? Perché è il quid che non rileva la pesantezza della materia e quindi riesce a volare.

Arte che attraverso il segno insegna, che comprende il viaggio della conoscenza che dall'Io arriva al fruitore ritornando al Me in modo arricchito; l'altro di fronte a me rappresenta la magistrale via della parola tradotta in espressione di Volto.

Egli è il ritrattista che attraverso il plurale dinamismo tende al singolare trascendente.

Lui e l'arte sono il simbolo della Lamed ל, che col seno esoterico nutrono di significazione il Dare e l'avere. Alchimia che fonde le Madri.

Shin Mem Alef (ש מ א) quale via della Supercoscienza.

Tecnica che diviene contatto intimo: תשמיש(Tashmish)

Ogni esperienza d'amore sublima la parte istintiva trasformandosi in quel qualcosa che muta non muore, che muta trascendono alla essenza eterna.

Questo è l'autentico messaggio-significato dell'artista, che unisce il lavoro terreno al dialogo celeste, non a caso si vuole rappresentare la lettera Lamed prima menzionata.

Un vero lavor-limen tipico di ogni atto purificatorio che è possibile referenziarlo al Letzoref (purificare) (לערך).

Non c'è migliore chiave di lettura per la sua arte e l'arte in sé che l'accostamento agli insegnamenti della kabballah.

Antonio Bianco dichiara che l'altro è l'espressione della possibilità, culturale, pedagogica-cognitiva, didascalico. Il di-segno è la necessità di com-prendere sé stesso negli altri, di riparare le defezioni e accogliere il pregio. Questa arte esige uno spazio delimitato dalla luce (Keter, sephirat principale e vuoto, Ain Soph Aur).

Dal vuoto alla luce c'è la mano delle muse, conduttrice della energia che muove l'im-maginazione di Antonio, quindi Vuoto Immagine Luce, e l'opera è servita al mondo.

B. Theo Di Giovanni



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