La saggezza interna del bambino

Pubblicato: 01/05/2021
La saggezza interna del bambino

Per meglio aiutare gli adulti a comprendere l’importanza di non attivare comportamenti di insistenza nei confronti del bambino al momento del pasto, torna utile spiegare la veridicità di tale definizione attraverso gli assunti della psicologia positiva, umanistica, di cui Carl Rogers ne fu grande esponente negli anni 50.

Tra le teorizzazioni di Rogers vi era la credenza che dentro ciascuno di noi esistesse una predisposizione innata alla crescita ed al raggiungimento del proprio pieno potenziale (Rogers, 1978).

Egli parlava di tendenza attualizzante per definire una parte essenziale della componente umana secondo la quale ogni individuo nasce con l’abilità di realizzare grandi cose, di andare in direzione della miglior versione di noi stessi. Secondo Rogers gli esseri umani sono dotati di un sistema innato che si sviluppa nel corso del tempo in base alle nostre esperienze ed ai nostri modi di pensare.

L’evoluzione di questi substrati innati ci porta a cambiare le nostre credenze ed i comportamenti che sviluppiamo nel tempo. La tendenza attualizzante è radicata nel cambiamento, nel continuo susseguirsi di momenti di crescita che culmina nello stato di auto-realizzazione.

Già Aristotele aveva introdotto il concetto di Eudaimonia, principio secondo il quale, in ogni individuo, esiste uno stato di felicità, di soddisfazione, di salute e di benessere; attraverso la coltivazione di nostre virtù, pensieri, azioni, secondo il filosofo, era possibile seguire un percorso utile al raggiungimento della crescita esistenziale. Nel favorire ciò, la dimensione relazionale e l’intesa sintonica tra la diade madre-bambino, diventa determinante.

Nei momenti dedicati all’alimentazione, ma come anche in altri momenti fondamentali per la crescita dell’individuo, l’adulto ha il ruolo di fungere da regolatore degli stati emotivi che si attivano nel bambino durante le continue esperienze di esplorazione.

In particolare durante la fase di nutrizione la funzione dell’adulto è proprio quella di bilanciare il piacere derivante dall’esperienza con i bisogni fisiologici, in questo specifico caso, del bambino. Per fare ciò, all’adulto è chiesto di riconoscersi “sufficientemente buono” (Winnicot, 1974, 1975) così da essere in grado di cogliere i bisogni del bambino e comprenderne le esigenze. 

Secondo la teoria winnicottiana, una madre sufficientemente buona è una madre in grado di adattarsi ai bisogni del neonato e ne supporta il senso di onnipotenza; difatto, se anche il bambino possieda un potenziale innato per svilupparsi, senza una madre sufficientemente buona, che si prodighi nella cura del figlio, egli non sarà in grado di divenire una persona indipendente.

In tal senso una delle più importanti funzioni di una madre buona è quella di favorire il processo di integrazione dell’Io del bambino, attraverso la sua identificazione con esso (relazione egoica) ed il suo contenimento; il termine holding di cui Winnicot fa grande uso è il processo attraverso il quale la madre riesce a proteggere il bambino da eventi traumatici ed a prendersi cura del piccolo rispondendo ai suoi bisogni.

La buona riuscita di tali processi, favorisce la capacità del bambino di acquisire fiducia nella madre poiché il bisogno di contenimento non è solo legato al periodo di assoluta dipendenza dalla madre, come avviene quando il bambino è molto piccolo, ma ritorna nella vita di ognuno, ogniqualvolta si presentano situazioni particolarmente minacciose o stressanti.

Tale concettualizzazione aiuta a comprendere le ragioni per cui la componente ansiogena è quanto rende inefficace la funzione del caregiver all’interno del processo di interazione e quanto l’alterazione della sintonia all’interno della diade madre-figlio, provochi  una vera e propria alterazione della relazione, conseguenza diretta di ciò, la disregolazione emotiva del bambino, l’incapacità di contenersi e di essere contenuto in occasione delle situazioni frustranti che gli si presenteranno nel contesto di vita quotidiana. 

Dr.ssa Ezia MAZZARACO



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