La modulazione dei carboidrati nella gestione del reflusso gastroesofageo

Pubblicato: 01/02/2023
La modulazione dei carboidrati nella gestione del reflusso gastroesofageo

Il reflusso gastroesofageo (MRGE) è una condizione molto comune che si verifica in maniera equivalente negli uomini e nelle donne e si manifesta in genere in età adulta. Il reflusso si manifesta quando i succhi gastrici vengono in contatto con la parete dell’esofago, provocando pirosi retrosternale e rigurgito acido.

Il contatto dei succhi acidi dallo stomaco all’esofago è fisiologico ma assume una veste patologica quando la frequenza e la durata degli episodi di reflusso superano certi limiti.

Il 10-20% della popolazione europea vive una condizione di reflusso gastroesofageo, mentre in Italia colpisce una persona su tre.

Le cause della malattia da reflusso sono riconducibili a fattori alimentari, anatomici, funzionali, ormonali e farmacologici. Lo sfintere gastro-esofageo è posizionato in una zona di passaggio tra esofago e stomaco e rappresenta la principale barriera al reflusso dei succhi gastrici verso l’esofago.

La sintomatologia della malattia da reflusso può essere piuttosto variegata e non sempre facilmente distinguibile. Si possono identificare sintomi tipici che vanno dal bruciore dietro lo sterno al rigurgito acido e sintomi atipici come nodo alla gola, disfagia, dispepsia, nausea, laringite, tosse, raucedine, singhiozzo, asma, otite. Tali sintomi si possono presentare in modo continuativo o intermittente.

Se non trattata, la malattia da reflusso gastroesofageo può portare a complicazioni, quali: ulcere esofagee, stenosi esofagea, metaplasia della mucosa esofagea, esofago di Barret.

Tuttavia, solitamente questa patologia risponde bene al trattamento dietetico. La remissione, anche parziale, del reflusso gastroesofageo attraverso l’alimentazione e le corrette abitudini di vita, possono fornire il grande vantaggio di ridurre l’utilizzo dei farmaci.

Alcuni consigli comportamentali utili alla riduzione della sintomatologia sono: eliminare l’abitudine al fumo, non indossare abiti o cinture troppo stretti, evitare condizioni di stress ed utilizzare tecniche di rilassamento, mantenere il peso forma e dimagrire se si è in sovrappeso. Secondo una ricerca pubblicata su “Journal of Clinical Gastroenterology”, dormire sul fianco sinistro ridurrebbe gli effetti del reflusso gastrico.

Tra le accortezze di natura alimentare da tenere in considerazione per migliorare la sintomatologia del reflusso gastroesofageo vi sono, fare pasti piccoli e frequenti, evitare pasti abbondanti, evitare alimenti che possano risultare irritanti per le mucose o rallentare la digestione (alcol, caffè, cioccolato, pomodori, spezie, cibi ad alto contenuto di grassi).

Secondo un recente studio, le fonti di carboidrati semplici sono la principale causa di reflusso e la loro riduzione ne ha migliorato i sintomi. Ciò sarebbe riconducibile alla presenza nell'intestino di recettori sensibili agli zuccheri che influenzano gli ormoni intestinali e pancreatici come grelina, GLP1, glucagone e gastrina capaci di interferire con lo svuotamento gastrico e quindi di influenzare la digestione. Inoltre, l'eccesso di glucidi, con particolare riferimento a quelli semplici, può indurre fenomeni fermentativi producendo acidi grassi a catena corta che favoriscono il rilassamento della muscolatura e quindi anche il fenomeno del reflusso.

In conclusione, l’utilizzo di alcuni accorgimenti comportamentali ed alimentari, nonché la riduzione del consumo di carboidrati raffinati e zuccheri semplici, rappresenterebbe una utile e concreta strategia dietetica da includere nella gestione del reflusso gastroesofageo.

Dott. Francesco DE SANTIS 

Biologo Nutrizionista



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