Disturbi alimentari, il decalogo dei nutrizionisti per prevenire i Dca

Pubblicato: 01/06/2024

In occasione della Giornata nazionale del fiocchetto lilla, gli specialisti suggeriscono cosa mettere nel piatto per evitare quella che è a tutti gli effetti un’epidemia sociale

Disturbi alimentari, il decalogo dei nutrizionisti per prevenire i Dca

Il Sisdca, la società italiana per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare, rivela che nel 2023 si sono registrati 1,68 milioni di nuovi casi di fenomeni come l’anoressia, la bulimia e il binge eating disorder. L’esordio dei disturbi alimentari è sempre più precoce tra le fasce giovani della popolazione, anche nei bambini di 8-9 anni. La nutrizione svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione e nel contrasto all’insorgere dei Dca.

Disturbi alimentari: quali sono e come uscirne

In occasione della Giornata nazionale del fiocchetto lilla, dedicata proprio ai disturbi del comportamento alimentare, numerose iniziative hanno sensibilizzato la popolazione su queste patologie, che utilizzano il corpo come mezzo per comunicare un disagio più profondo. I punti cardine individuati dagli specialisti per combattere i Dca sono tre.

Innanzitutto promuovere una corretta educazione alimentare. In secondo luogo, avere un approccio non restrittivo al cibo. Infine, associare una dieta bilanciata al sostegno alla salute generale. In tal senso, è essenziale il ruolo dei nutrizionisti per lavorare sia sulla prevenzione primaria, che aiuta a correggere sul nascere le abitudini alimentari errate, sia in quella secondaria, la diagnosi precoce da condividere con paziente e famiglie.

“Il nutrizionista – spiega la biologa Ilenia Greco all’Ansa – aiuta la rieducazione attraverso una corretta alimentazione, avvalendosi anche della collaborazione di altri specialisti quali psicologigastroenterologi, psichiatri, internisti ed endocrinologi. È importante quindi che il nutrizionista agisca anche in modo preventivo”.

I Dna – aggiunge Greco – possono essere visti come un’epidemia sociale, ovvero come disturbi psichici che trovano una causa anche nei cambiamenti socio-culturali, tanto da manifestare un disagio o una sofferenza condivisa da una parte della popolazione. Un altro aspetto che può diventare negativo è l’immagine del corpo perfetto, che talvolta viene rappresentata dai social attraverso modelli che emergono e penetrano nella vita sociale influenzando sia i criteri di valutazione di sé che quelli di valutazione degli altri”.

“Molte persone – conclude la nutrizionista – aspirano a questi ideali canoni di bellezza e, quando notano di non riuscire a raggiungerli, potrebbero provare vergogna e insoddisfazione per il proprio corpo. E questo porta inevitabilmente a mettere in discussione il modo di mangiare, ritenuto spesso la causa principale dell’insoddisfazione”.

Cosa mangiare per prevenire i disturbi alimentari

Bisogna fare estrema attenzione alle diete troppo restrittive che limitano l’apporto di nutrienti essenziali, portando a squilibri nel sistema immunitario e nel metabolismo e a complicanze organiche rilevanti a carico di tutti gli organi. Le diete povere di grassi possono impedire l’assorbimento delle vitamine liposolubili, quelle che eliminano i carboidrati privano il corpo di una fonte cruciale di energia. La carenza alimentare protratta nel tempo di calcio, potassio, magnesio e vitamina D porta (anche in età giovanile) all’osteopenia, ovvero la riduzione di massa ossea dovuta ad un’inadeguata sintesi della matrice a causa della privazione dietetica.

Una volta individuato il problema, è fondamentale procedere ad una valutazione diagnostica multidimensionale (psichiatrica, psicologica, internistica e nutrizionale) e alla reintroduzione di sane abitudini alimentari. I cibi migliori per prevenire i Dca sono frutta e verdura per vitamine, minerali e antiossidanti; noci e semi per i nutrienti e gli omega 3; cereali integrali (riso, avena e quinoa) per i carboidrati complessi che stabilizzano i livelli di zucchero nel sangue e promuovono un microbiota intestinale equilibrato; carne magra, pollame e legumi per le proteine magre che forniscono amminoacidi per la produzione di neurotrasmettitori; cioccolato fondente per gli antiossidanti. Infine, tutti gli alimenti ricchi di fibre non digeribili che nutrono i batteri benefici nell’intestino e tanta acqua perché un’idratazione adeguata è fondamentale per la salute cerebrale e intestinale.

Fonte: https://leonardo.it/news/disturbi-alimentari-come-uscirne-cosa-mangiare-prevenzione



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