Servizi Segreti Mondiali

Pubblicato: 15/04/2021

Nuove sfide e prospettive future 

Servizi Segreti Mondiali

Responsabile del Centro Studi sull'Intelligence - UNI, insegnante di Intelligence in Agenzie ed università italiane ed estere, collaboratrice di numerose riviste scientifiche, in materia di Intelligence e Sicurezza, La Linfa incontra la scrittrice Antonella Colonna Vilasi.

Autrice de “I Servizi Segreti Mondiali. Nuove sfide e prospettive future”, nel suo libro Antonella delinea la struttura, l'organizzazione e la storia delle Agenzie di Intelligence dei principali paesi dei cinque continenti.

Studio l’argomento da anni e nei miei libri tratto la struttura, l’organizzazione, la storia e le più conosciute operazioni segrete di molte Agenzie di Intelligence il cui operato si svolge con mille cautele e, per forza di cose, solo alcune operazioni trapelano e sono conosciute dalla cittadinanza. Tutto il resto rimane top secret. In sostanza parliamo di servizi a cui è sfuggito qualche segreto, ironizza la Vilasi.

È opinione largamente condivisa che i servizi d'Intelligence siano sinonimo di mistero, operazioni oscure messe in pratica dai potenti del mondo che, come in un teatrino dei burattini, muovono i fili per manipolare le sorti del mondo.

Perché sono denominati “servizi segreti” e cosa si cela dietro questo “segreto”?

Le attività informative, a differenza dell’azione investigativa delle forze di polizia, sono generalmente svolte in maniera occulta. Le consuete rigide strutture del procedimento penale vengono ignorate a vantaggio di una maggiore elasticità di azione. Inoltre, i risultati delle operazioni di Intelligence hanno funzioni diverse di quelle meramente repressive.

Dietro il “segreto”, c’è un mondo complesso, un volume indefinito d'informazioni da raccogliere, analizzare e selezionare. Fare a meno dell'Intelligence non si può, in un mondo in cui persino gli Stati faticano a sopravvivere alle nuove minacce che li incalzano. Prima di tutto bisogna tornare alla definizione, non sempre scontata, del termine inglese "Intelligence" che, tradotto letteralmente in italiano, significa "intelligenza" nell'accezione di raccolta d'informazioni utili, o "spionaggio" espressione, che, però, induce a pensare ad una funzione illegale o immorale dei servizi segreti, oltre che ad imprese stile James Bond.

In un mondo come quello odierno, globalizzato, in continua evoluzione gli Stati si trovano ad affrontare sempre nuove minacce: alla sicurezza del territorio, alla stabilità dello Stato, agli interessi nazionali. E anche il modo di perseguire la sicurezza è cambiato. L'analisi d'Intelligence inizia con i dati, ma è finalizzata a formulare previsioni. L'Intelligence, insomma, è funzionale all'attività di previsione che, a sua volta, è preliminare all'attività di pianificazione. Anzi, si può sostenere che non si ha Intelligence senza previsione, e previsione senza Intelligence.

Nel tuo libro sostieni l’importanza fondamentale dell’Intelligence per la sicurezza e l’organizzazione di uno Stato. Puoi spiegarne il motivo?

Poche cose al mondo sono mal comprese come i servizi d’Intelligence. E poche cose sono più utili nella vita di una società organizzata.

Sono richiamati alla memoria periodi politicamente bui della recente storia italiana durante i quali la raccolta d'informazioni e ciò che viene comunemente chiamato spionaggio erano utilizzati a fini politici. Eppure, in una società multiculturale e multietnica come quella odierna, i servizi segreti sono indispensabili per prevenire qualsiasi forma di terrorismo. La sicurezza dello Stato è indispensabile soprattutto negli anni Duemila, in cui le nuove forme di terrorismo espongono il mondo a nuovi rischi e pericoli.

Donne e servizi segreti. Strano connubio nell’immaginario comune. Fantasie su misteriose cospirazioni e strategici “giochi” investigativi sono narrati nell’opera; a tal proposito, Antonella, l’Intelligence è ancora prerogativa maschile o sotto il vestito si nascondono nuove Mata Hari?

No…; pensa cara amica che il direttore generale dei servizi segreti svizzeri è una donna. I servizi segreti britannici hanno avuto due donne alla direzione generale. In Italia qualcosa è cambiato quando Vittorio Stelo, ex direttore Sisde, nominò qualche anno fa come suo vice una donna. In Europa l'Intelligence non è più appannaggio degli uomini. E l'Intelligence rosa è svolta in modo diverso. Più completo. Perché noi donne abbiamo un sesto senso, che gli uomini non hanno.

Molti vicedirettori e direttori di uffici analisi sono donne. Le donne sono ottime analiste, hanno una marcia in più, talvolta una penetrazione di analisi Intelligence più efficace ed il numero delle “spie” in gonnella sta crescendo vertiginosamente.

Da cosa nasce questa curiosità di approfondire una tematica tanto intrigante quanto scomoda, in alcuni casi?

Tutto è nato dallo studio della geopolitica internazionale, e sull’onda degli accadimenti della primavera araba e delle vicende economiche-finanziare, oltre, naturalmente, all’interesse per la materia.
Ho facilmente reperito le informazioni sia dai siti istituzionali dei servizi europei e degli altri Paesi, molto aggiornati, che dalla
manualistica ed altre Open Sources.

Si è registrato un incremento della platea degli interessati alla materia e dei curiosi…perché, dunque, non illustrare meglio l’organizzazione interna dei Servizi di Intelligence?

Bisogna partire da una prima grossa suddivisione del metodo organizzativo tra i paesi dell’Alleanza Atlantica, seguito da Australia, Nuova Zelanda e Svizzera ma non Spagna e Italia, e quelli dell’ex patto di Varsavia.

Il primo metodo, utilizzato dai paesi atlantici, è il cosiddetto “binario” che dà preferenza alla divisione degli organismi competenti per le attività di Intelligence in due gruppi: quelli che operano all’estero e quelli che operano all’interno, generalmente per azioni di controspionaggio e di security.
Sulla base di questo sistema binario è presente un unico Servizio competente per l’estero – come la CIA negli Stati Uniti, il MI-6 nel Regno Unito, il BND in Germania, la francese DGSE, solo per fornire qualche esempio – e un Servizio responsabile delle operazioni all’interno del paese. Un esempio classico è l’FBI negli Stati Uniti, o il britannico MI-5.
Contrapposto al modello “binario” è il cosiddetto “unitario” che prevede un unico Servizio di informazione e sicurezza competente sia per gli “affari” esteri che quelli nazionali, come era il celebre KGB. È generalmente il sistema preferito dai paesi dell’ex Unione Sovietica e di quelli facenti parte dell’ex patto di Varsavia.

Tuttavia, anche i paesi dell’ex blocco sovietico stanno via via adottando il sistema “binario”, abbandonando quindi quello unitario.

La sicurezza individuale, di ognuno di noi, del singolo cittadino e dell’intera nazione sono prioritari. Capire come funziona l’Intelligence e le sfide che ci aspettano nei prossimi decenni significa capire dove stiamo andando.

Quali livelli di competitività ha raggiunto l’Intelligence italiana?

Indubbiamente elevata e sempre in stretto rapporto con le Intelligences europee e degli altri Paesi in una sempre più auspicata virtual Intelligence comunity.

Dove ci condurranno le nuove frontiere dell’Intelligence?

Il nuovo ordine internazionale e le nuove sfide economiche che gli Stati contemporanei si troveranno ad affrontare impongono alle strutture d’Intelligence un netto cambio di rotta che le costringe a rivedere i propri interessi e finalità.

L'Intelligence del futuro deve essere in grado di sviluppare e sostenere una strategia per gestire la conoscenza a livello globale.

Il panorama economico, politico, socio-culturale del mondo, dopo il 1989 con la caduta del muro di Berlino è completamente mutato con un conseguente rimodellamento delle attività dell'Intelligence. Il bipolarismo, che vedeva la contrapposizione delle due super potenze Urss e Usa, ha lasciato spazio al multipolarismo con l'avanzata sulla scena di nuovi Stati, che fino ad allora avevano orbitato intorno a uno dei due protagonisti.

I Servizi Segreti Mondiali. Nuove sfide e prospettive future: un testo da leggere su cui meditare, che insegna come approcciarsi ad un mondo complicato e spesso sconosciuto come quello dell'Intelligence, sottolineando altresì il rapporto – soprattutto per quanto riguarda alcune Agenzie di Intelligence – tra valutazione dell’interesse nazionale e decisione operativa nell'ambito delle covert operations.

L’autrice Antonella Colonna Vilasi alternando la grazia della donna, della mamma alla versatilità della scrittice, con il suo libro ha reso fruibile un mondo apparentemente lontano per l’uomo comune, ossia quello dell’Intelligence, sostenendone e ribadendone, con forza ed incisività l’importanza per la sicurezza di uno Stato e per la vita di ogni individuo.

P.S. chi volesse contattare la dr.ssa Antonella Colonna Vilasi per soddisfare ulteriori curiosità sull’argomento, può farlo scrivendo a redazione@lalinfa.it

 

Dr.ssa Mariagrazia MAZZARACO



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