De Agricoltura: “Il malsviluppo”

Pubblicato: 01/03/2022
De Agricoltura: “Il malsviluppo”

ll concetto distorto di sviluppo posto alla base del nuovo corso economico imposto alle ex colonie, costituisce il fondamento della situazione attuale. Quel modello di sviluppo definisce la natura da sola come improduttiva, per questo si ritiene che l’agricoltura organica, quella determinata dai cicli rinnovabili della natura, causa povertà,  considerando improduttivi le donne, i contadini e le popolazioni indigene che vivono in simbiosi. Non perché sia stato dimostrato che,  collaborando con la natura, essi producano ridotte quantità di beni e servizi rispetto ai bisogni, bensì perché si postula che si ha produzione, solo quando è mediata dalle tecniche per la creazione di merci, anche quando le tecniche distruggono le “risorse” da cui sono generate. In questo vortice semantico e causale si stravolge l’apporto produttivo del lavoro delle donne e di coloro che operano in armonia con la natura, sostituiti dall’uomo tecnologico che trasforma le risorse naturali in risorse produttive.

Questo sviluppo Vandana Shiva lo chiama malsviluppo, perché ignora il lavoro stesso della natura nell’atto di rinnovarsi, dimenticandone il costante processo conservativo, che di quelle risorse prodotte si alimenta, per perpetuarsi. Ignorare questo lavoro di natura costituisce uno dei paradigmi del malsviluppo, in quanto ritiene improduttivo tutto il lavoro che non produce profitti e capitali. Sicché questo mirabile scambio con la natura che ha assicurato il rinnovarsi delle generazioni vissute in equilibrio con essa, pur non essendo scomparso, è reso invisibile, soppiantato da logiche economiche patriarcali che considerano solo i profitti, a discapito della dovuta considerazione al fluire della vita.

La violenza ai danni della natura, sottesa a questo modello di sviluppo si è rivelata negli eventi che testimoniano l’attuale crisi ecologica (cambiamenti climatici, riduzione risorse alimentari, perdita di biodiversità); a quella sulla natura si è aggiunta di conseguenza la violenza sulle donne, manifestatasi nello sfruttamento ed assoggettamento avvenuti in particolare negli ex domini coloniali. Così, la natura e le donne, da creatrici e sostenitrici della vita, nel nuovo ambito esistenziale dettato dal malsviluppo, vengono ridotte ad essere “risorse”, nella migliore delle ipotesi.

Direttamente connesso al modello economico di sviluppo, sin qui descritto, è altresì quello scientifico che opera indistintamente dal primo per giungere ai medesimi risultati di sfruttamento esasperato delle risorse naturali. Tale è la commistione tra gli stessi, che è il modello economico ad aver introdotto i concetti di agricoltura scientifica, allevamento scientifico, gestione scientifica delle risorse idriche etc. Ad una interpretazione di convivenza non violenta tra uomo e natura,  è subentrata infatti la dominante corrente scientifica che porta avanti un sistema di conoscenza universale, libera da valori etici e da ogni altro tipo di credo. Connotata invece, da una violenza intrinseca ai danni dell’oggetto “studiato”, tesa a distruggere, attraverso la manipolazione, millenarie sapienze e  pacifiche  interconnessioni tra l’umanità ed il grembo ospitale che la natura ha offerto ai suoi abitanti umani, animali e vegetali.

Se la vita stessa cessa di essere il principio organizzatore dell’economia, in favore del denaro che diventa l’unica misura del valore e della ricchezza dell’attività economica è del tutto evidente quali siano le ripercussioni sull’ordine armonico sin ora mantenuto. I diversi, antichi sistemi conoscitivi  in materia di silvicoltura, preparazioni alimentari, gestione delle acque sono annientati da una super conoscenza che afferma di operare al fine di ampliare la diffusione del benessere in favore dell’umanità (campagne di lotta alla fame, alla siccità). In realtà è proprio la gente (poveri, donne, bambini) a diventare vittima di questa pseudo conoscenza, in quanto viene privata del suo potenziale produttivo, dei mezzi di sussistenza e dei sistemi di supporto alla vita. La violenza contro la natura ricade sempre sugli esseri umani, ovvero i presunti beneficiari di quegli stessi enormi sforzi di ricerca.

Nel prossimo articolo affronteremo i temi del mito dell’abbondanza e della ormai necessaria decrescita.

QUERCUS



Ultimi Video


Vedi tutti i video »

Clicca sul Banner in basso e guarda il video

Inquadra il codice qr e sostienici!

Oltre le barriere - 2k24 -

è un progetto de

L'Albero Verde della Vita

_____________________________

 

_______________________

DOMUS SAPIENTIAE - Collana Testi

(Liber I)

(Liber II)

(Liber III)

______________________