Crediti d'imposta e macchine agricole: cambia tutto nel 2025

Pubblicato: 01/09/2025

Dal più accessibile Credito 5.0, allo stop del 4.0, fino al rinnovo della Nuova Sabatini e dei fondi ZES Unica, la Legge di Bilancio 2025 introduce molte modifiche ai fondi utilizzabili per l'acquisto di nuove macchine agricole

Crediti d'imposta e macchine agricole: cambia tutto nel 2025

Anno nuovo, vita nuova. Come ormai di consuetudine, il nuovo anno si apre con molte novità in ambito legislativo, principalmente dovute all'approvazione, lo scorso 30 dicembre, della Legge di Bilancio 2025 e del decreto Milleproroghe pubblicato il 27 dicembre che, questa volta, non introduce modifiche sostanziali in tema di finanziamenti.

Tra le molte novità del mondo agricolo, la nuova Legge di Bilancio ha introdotto modifiche significative al Piano Transizione 5.0 e, soprattutto, alla Transizione 4.0 dove un maxi emendamento dell'ultimo minuto ha aggiunto forti limitazioni al credito.

Nella nuova Legge sono state inserite l'estensione e l'incremento (da 40 a 50 milioni di euro) del credito d'imposta legato alla ZES unica del Mezzogiorno, in cui rientrano, anche per il 2025, gli investimenti in beni strumentali destinati alle imprese agricole, nuove o già esistenti, effettuati dal primo gennaio al 15 novembre 2025. 

Rifinanziata fino al 2029 con 1,7 miliardi di euro anche la Nuova Sabatini nelle sue tre linee di intervento: Beni strumentali, Green e Capitalizzazione. In particolare, sono stati destinati 400 milioni di euro per il 2025, 100 milioni per l’anno 2026 e 400 milioni per gli anni dal 2027 al 2029.

Novità Transizione 5.0: cumulabilità e semplificazioni

Principale novità del Credito 5.0 è l'ampliamento della compatibilità con altri incentivi, inclusi quelli finanziati con fondi europei, come gli incentivi regionali finanziati con il Fesr o afferenti al mondo della ZES Unica. Viene di fatto rimosso il vincolo che limitava la cumulabilità alle sole misure basate su risorse nazionali. In ogni caso, il decreto attuativo chiarirà meglio i termini di comulabilità tra incentivi.

Resta sempre valido il divieto di doppio finanziamento: non è possibile finanziare la stessa spesa con due agevolazioni diverse.

Come annunciato più volte negli scorsi mesi, la Legge di Bilancio riduce gli scaglioni di investimento che, in modo retroattivo, passano da 3 a 2. Il primo scaglione copre ora gli investimenti fino a 10 milioni di euro e adotta aliquote del 35%, del 40% e del 45%, a seconda del risparmio energetico raggiunto, fino ad ora destinate agli investimenti sotto i 2,5 milioni di euro. Una modifica che per il mondo agricolo, generalmente interessato da investimenti al di sotto dei 2,5 milioni di euro, ha ricadute limitate.

Trattori usati: ora rottamarli conviene

Più di interesse per il mondo agricolo è la semplificazione della procedura di valutazione del risparmio energetico per coloro che sostituiscono macchinari obsoleti, che devono però aver completato l'ammortamento in azienda da almeno 2 anni.

Questo è quanto prevede il comma 427 lettera g (riportato di seguito) della nuova legge di bilancio, che si mantiene molto vago sul fatto che il mondo agricolo possa godere o meno di questa semplificazione. Ad oggi sembrerebbe di sì. Ma il dubbio potrà essere risolto solo con l'uscita delle prossime faq ministeriali.

In dettaglio, chi sostituirà un proprio mezzo con uno più efficiente da un punto di vista energetico, potrà godere d'ufficio della soglia minima di riduzione dei consumi della struttura produttiva o dei processi interessati dall'investimento, rispettivamente in misura pari al 3% o al 5%. 

In questo modo, rientrando automaticamente nella prima fascia di risparmio energetico che dà diritto a un credito del 35% (per investimenti fino a 10 milioni), si può evitare il calcolo puntuale del risparmio energetico conseguito. Anche in questo caso è necessario attendere ulteriori indicazioni che ne definiscano l'operatività.

Resta possibile, per chi lo desidera, dimostrare un risparmio energetico superiore con valutazione ex ante ed ex post per accedere a fasce superiori e a contributi percentuali maggiori.

Semplificando ulteriormente, in caso di rottamazione di un trattore, l'agricoltore non deve più dimostrare un'effettiva riduzione dei consumi, ma dovrà solo interconnettere il bene (punto in comune tra Piano 4.0 e 5.0). Quindi, se ci si accontenta di un credito del 35%, il Credito 5.0 diventa del tutto simile al precedente Credito 4.0.

Infine, nonostante il nullaosta della Commissione europea alla proroga dal 31 dicembre 2025 al 30 aprile 2026 del termine ultimo per il completamento dei progetti di innovazione, tale modifica per ora non è stata inserita nella Legge di Bilancio. 

Novità Transizione 4.0: è la fine dell'incentivo?

La stessa Legge di Bilancio 2025 ha modificato fortemente anche il Piano Transizione 4.0. Nonostante fosse previsto un naturale decremento dell'incentivo nel 2025, il Governo è intervenuto limitandolo ulteriormente, forse a causa della scarsità di fondi nazionali a cui il Credito 4.0 attinge. L'ipotesi è che l'intento sia indirizzare le aziende verso la 5.0.

In virtù della Legge di Bilancio, il limite massimo di spesa per gli investimenti effettuati a partire dal primo gennaio 2025 e fino al 31 dicembre, è pari a 2,2 miliardi di euro mentre nel 2024 ci si è attestati all'incirca sui 6,3 miliardi di euro. Una volta esaurita la dotazione disponibile, non sarà più possibile per le aziende compensare il credito maturato nel 2025.

Ora le imprese devono trasmettere telematicamente al Ministero delle Imprese e del Made in Italy la spesa sostenuta e il relativo credito maturato. Successivamente e in ordine cronologico il Ministero comunica all'Agenzia delle Entrate le imprese beneficiarie, fino al raggiungimento del limite di spesa.

Se guardiamo alla spesa registrata nel 2024, per come stanno ora le cose, è probabile un esaurimento del plafond prima del termine dell'anno. L'incentivo perde quindi di appetibilità in quanto le aziende agricole potrebbero veder terminare i fondi prima di aver completato l'iter di richiesta del credito, restando, di fatto, a mani vuote. Ricordiamo che il credito 4.0 non è cumulabile con quello 5.0.

Ulteriore modifica è la totale esclusione per il 2025 dal Credito 4.0 dei beni immateriali 4.0, cioè tutti i software e le piattaforme presenti nell’Allegato B, che avrebbero dovuto godere di un credito del 10%. In sintesi, quello che resta della 4.0 è destinato solo ai soli beni materiali (Allegato A).

Fonte: https://agronotizie.imagelinenetwork.com/agrimeccanica/2025/01/15/crediti-dimposta-e-macchine-agricole-cambia-tutto-nel-2025/86513



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