I defunti tornano a vivere nell'amore di Dio

Pubblicato: 02/11/2025
I defunti tornano a vivere nell'amore di Dio

 

Una domenica speciale questa nella quale siamo chiamati a commemorare i nostri cari defunti, ricordarli nella preghiera,  commemorare, ricordare, pregare anche per loro, chiedere loro, perché no, che preghino per noi,  se sono nella condizione di poterlo fare.

La Chiesa sempre, dopo la Solennità di tutti i Santi, ci invita a guardare in particolare ai nostri morti, ma lo scopo spirituale non è solo questo, perché nell’attività spirituale del 2 novembre, con la visita ai cimiteri della cristianità, abbiamo occasione di capire più da vicino “il distacco da questa vita” e anche percorrere quelle che sono state, in un certo senso, le ragioni, del distacco dai nostri cari, comprendendone anche la caducità della vita, la nostra fragilità, la precarietà di questa vita terrena.

E’ l’occasione per imparare anche a relativizzare quello che siamo quaggiù, per questo dare anche nuovo valore alla vita che conduciamo sulla terra. Sicuramente questa celebrazione ci mette dinanzi ad una realtà incontrovertibile che è la  la morte, come prospettiva finale della nostra vita, come un argomento  che non si configura “altro” da noi, ma piuttosto che fa parte di noi e che non può essere eluso. E’ il nostro traguardo finale, che in una prospettiva di fede ci invita ad andare oltre lo stesso, un invito a guardare oltre la morte. Così come diceva l’amato e venerabile vescovo di Molfetta don Tonino Bello, «la morte non è che un sonno profondo, che un grandissimo amore, quello dei superstiti, può rompere. Ecco perché non bisogna disperare quando si perde un proprio caro o un conoscente: proprio quello deve essere il momento in cui far emergere l’amore di chi è rimasto in vita. Il defunto torna a vivere nell’amore dei superstiti» e Cristo ci ha dato, in un certo senso, la chiave per aprire il mistero, per comprendere fino in fondo il mistero che è poi il mistero della risurrezione e della vittoria di Cristo sull’amore. E’ in virtù di questo mistero che noi celebriamo e commemoriamo tutti i defunti perché sappiamo che un giorno risorgeremo e ci rincontreremo se il Signore lo permetterà. 

Così come rassicurava don Tonino: «risorgeremo anche noi, come è risorto il Signore, e ci ritroveremo insieme, e scomparirà per sempre la tristezza della tomba, sulla quale, pur essendo poco profonda, non riusciamo a curvarci senza provare le vertigini. Risorgeremo»!

L’importante è vivere bene l’oggi, nutrendo ideali di bontà, di amore  e di generoso servizio ai fratelli, specialmente più bisognosi.

don Alfonso GIORGIO



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