Satyricon di Petronio đť—™estival del Teatro Classico di Formia 2025

Pubblicato: 01/08/2025

FESTIVAL DEL TEATRO CLASSICO DI FORMIA 2025

 X Edizione

 Area Archeologica di Caposele

   Direzione Artistica Vincenzo Zingaro

 Venerdì 1° agosto ore 21,30

“SATYRICON”

di Petronio

regia:

Francesco Polizzi

con

Andrea Lami, Giuseppe Coppola, Greta Polinori, Andrea De Luca, Vittoria Vitiello

Paolo Oppedisano, Francesco Polizzi 

Satyricon di Petronio đť—™estival del Teatro Classico di Formia 2025

Nuovo appuntamento per il đť—™estival del Teatro Classico di Formia 2025, presso l’Area Archeologica di Caposele, venerdì 1 agosto, alle ore 21,30, Satyricon di Petronio, regia, Francesco Polizzi, con, Andrea Lami, Giuseppe Coppola, Greta Polinori, Andrea De Luca, Vittoria Vitiello, Paolo Oppedisano, Francesco Polizzi. Una suggestiva e fantasiosa trasposizione teatrale dell’avvincente romanzo di Petronio, scritto nel I sec. d.C., che costituisce uno straordinario affresco della Roma imperiale, da cui Fellini trasse il suo celebre film Fellini Satyricon. Una sequenza di storie e personaggi che mescola divinità e popolino, straccioni e arricchiti, filosofi, prostitute e raffinati poeti, per narrare gli eccessi e le bellezze infernali di una civiltà sull’orlo della decadenza.

NOTE DI REGIA

L'opera è incentrata sulle vicissitudini di Encolpio, un giovane studente di retorica colto e sfaccendato, del suo efebico servo Gìtone, col quale intrattiene un'intensa relazione, e dell'infido amico-nemico Ascilto. La narrazione si apre in una Graeca urbs della Campania (probabilmente Napoli), dove i protagonisti vengono coinvolti in diverse peripezie, fino a giungere nella casa di Trimalcione, un rozzo ed eccentrico liberto arricchitosi immensamente con l'attività commerciale, dove i tre giovani si trovano invitati a uno dei suoi sfarzosi e luculliani banchetti. Qui s'apre la scena della famigerata Coena Trimalchionis che, occupando quasi la metà dell'intero scritto pervenutoci, costituisce la parte centrale dell'opera. Al convivio sono ospiti, oltre ai tre giovani, vari personaggi dello stesso ceto sociale del padrone di casa. La portata del cibo è spettacolare e altamente coreografica, accompagnata dai giochi acrobatici della servitù e dai racconti tra i commensali. I convitati intrattengono poi una lunga conversazione, che tocca i più svariati argomenti: la ricchezza e gli affari di Trimalchione, l'inopportunità dei bagni, la funzione sociale dei riti funebri, le condizioni climatiche e l'agricoltura, la religione e i giovani, i giochi pubblici, i disturbi intestinali, il valore del vetro, il fato, i monumenti funebri, i diritti umani degli schiavi. Il tutto offre uno spaccato vivace e colorato, non senza punte di chiara volgarità, della vita di quel particolare ceto sociale. La trasposizione teatrale mette in scena l’originale sequenza di storie, personaggi e parodie che mescola divinità e popolino, straccioni e arricchiti, filosofi, prostitute e raffinati poeti. Attraverso le vicende di Encolpio e Ascilto si dipanano in dieci quadri gli eccessi e le bellezze infernali della Roma imperiale. Seguendo liberamente i frammenti del Satyricon di Petronio, la messa in scena gioca con stili e registri differenti, in un pastiche che intreccia melodramma e farsa, l’avanspettacolo all’epos classico, fornendo l’affresco di una civiltà sull’orlo della decadenza, che ricorda da vicino la nostra. Ad animare la travolgente rappresentazione, dieci attori-cantanti che si alternano nelle varie parti.

Ufficio Stampa

Maurizio Quattrini



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