La minaccia nascosta dell’intelligenza artificiale

Pubblicato: 01/11/2025

 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici in arrivo?

Uno studio stima che entro il 2030, fino a 5 milioni di tonnellate di e-waste potrebbero essere generate dall’IA, evidenziando la necessità di soluzioni sostenibili

La minaccia nascosta dell’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale (IA) sta rapidamente affinando le sue capacità di imitazione dei creatori umani. Oggi, l’IA generativa è in grado di intrattenere conversazioni, produrre arte, realizzare film e perfino imparare autonomamente a replicare i giochi al computer. Tuttavia, un recente studio condotto dai ricercatori dell’Accademia Cinese delle Scienze e dell’Università di Reichman in Israele evidenzia una preoccupazione crescente: l’IA potrebbe riprodurre anche un tratto meno nobile della modernità, cioè la propensione a danneggiare l’ambiente.

Il boom dei sistemi di IA generativa, che comprendono chatbot come ChatGPT e altri sistemi per la creazione di contenuti, potrebbe generare tra 1,2 e 5 milioni di tonnellate metriche di rifiuti elettronici aggiuntivi entro il 2030. Lo studio si concentra sui modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM), strumenti che elaborano e producono testi simili a quelli umani e interpretano le complesse relazioni statistiche alla base del linguaggio. Oltre a offrire vantaggi pratici e innovativi, l’IA generativa solleva una serie di domande filosofiche e pratiche, come la minaccia ai posti di lavoro o il rischio di manipolazioni. Ma ora, questa tecnologia sembra contribuire anche a un problema ambientale grave.

Modelli di linguaggio e il peso della loro infrastruttura

I modelli di linguaggio di grandi dimensioni richiedono una potente infrastruttura di calcolo, con hardware complesso e chip avanzati. Le continue migliorie necessarie per supportare la crescita della tecnologia rischiano di peggiorare la questione dei rifiuti elettronici: "gli LLM richiedono risorse computazionali rilevanti per il training e l’inferenza, e questo implica un forte impatto in termini di consumi energetici e impronta di carbonio".

Precedenti studi si sono concentrati maggiormente sull’impatto energetico e sulle emissioni di carbonio, trascurando però i materiali fisici necessari per il ciclo di vita di questi sistemi e i rifiuti elettronici generati.

Peng Wang, esperto dell’Accademia Cinese delle Scienze, ha calcolato che entro il 2030 la produzione di e-waste legata all’IA potrebbe toccare i 5 milioni di tonnellate metriche, equivalenti a ogni persona che getta uno smartphone. In questo scenario estremo, i rifiuti comprenderebbero 1,5 milioni di tonnellate di schede elettroniche e 500.000 tonnellate di batterie, elementi potenzialmente dannosi per l’ambiente.

Il team ha delineato quattro scenari futuri, con differenti livelli di diffusione dell’IA. Nello scenario più avanzato, i rifiuti elettronici potrebbero arrivare a toccare i 2,5 milioni di tonnellate metriche l’anno entro il 2030. Questo aumento dell’e-waste si sommerebbe alla crescita generale dei rifiuti tecnologici, previsti in aumento del 30%, fino a 82 milioni di tonnellate.

Secondo lo studio, però, esistono modalità efficaci per ridurre questa pesante impronta ambientale. La strategia dell’economia circolare, sostenuta dall’Agenzia Internazionale dell’Energia e da molte aziende, offre soluzioni come l’estensione della vita utile dei componenti e il riutilizzo dei materiali nelle fasi di produzione, che potrebbe ridurre l’impatto dell’IA sull’e-waste fino all’86%.

Fonte: https://www.greenme.it/ambiente/rifiuti-e-riciclaggio/la-minaccia-nascosta-dellintelligenza-artificiale-milioni-di-tonnellate-di-rifiuti-elettronici-in-arrivo



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