Farmaci biologici: in Danimarca nasce maxi polo dei bioreattori.

Pubblicato: 01/09/2025

Investimento 2,5 miliardi $

Fujifilm Diosynth Biotechnologies costruirà i nuovi impianti nel sito danese di Hillerød in grado di produrre una maxi coltura di cellule per le terapie

Farmaci biologici: in Danimarca nasce maxi polo dei bioreattori.

Bioreattori: un termine diventato familiare durante la pandemia. Di solito accompagnato dalla parola: carenza. Era la scarsità di questi dispositivi – contenitori chiusi nei quali si controllano tutte le condizioni quali temperatura, umidità, pH, la composizione dei terreni di coltura e così via - a rallentare la fornitura di vaccini. Perché i vaccini, come tutte le terapie biologiche, hanno bisogno di cellule in cui far crescere le proteine volute. E le cellule crescono nei bioreattori.

Ma in quel momento, nel mondo, i bioreattori erano pochi, e tutti lavoravano già a pieno ritmo su altro come, per esempio, gli anticorpi per i tumori o le malattie autoimmuni. Era impossibile soddisfare la domanda.

Le sedi Fujifilm Diosynth Biotechnologies nel mondo

Proprio in quei drammatici mesi, il management del settore biotecnologico di Fujifilm Diosynth Biotechnologies, ha deciso: si doveva investire. E creare un grande polo europeo in Danimarca, dove l’azienda aveva rilevato uno stabilimento del colosso statunitense Biogen, e dove, giusto ai confini della proprietà, c’era un altro colosso farmaceutico, diventato nel frattempo la più grande azienda Europa per fatturato, la Novo Nordisk, che produce gli antidiabetici della famiglia della semaglutide (meglio noto come Ozempic).

In contemporanea, sarebbero state rafforzate anche le altre sedi negli Stati Uniti, in Giappone e in Gran Bretagna, in modo da dare vita a una rete mondiale di bioreattori da utilizzare per diversi scopi.

Così, con un primo stanziamento da 928 milioni di dollari, al quale, come annunciato nel 2022, sono stati aggiunti altri 1,6 miliardi, è iniziata la costruzione di sei nuovi bioreattori da 20.000 litri ciascuno, che sono andati ad aggiungersi ai precedenti sei, appena inaugurati ufficialmente. Entro il 2030 ne arriveranno altri otto, che porteranno la capacità complessiva del sito a oltre 400.000 litri.

Da questi, ogni anno si otterranno tra i 50 e i 60 milioni di singole dosi di prodotti finali, per esempio anticorpi o proteine ricombinanti.

Per capire l’importanza di un sito come quello di Hillerød, è utile ripercorrere la strada che porta da una semplice coltura di cellule fino ai 20.000 litri, per poi tornare a singole fiale.

Per avere cellule per le terapie biologiche, si parte da normali colture di cellule di mammifero, in questo caso di ovaio di cavia, geneticamente modificate per esprimere la proteina di interesse, per esempio un antigene per realizzare un vaccino. Le colture si fanno crescere nelle condizioni migliori fino a ottenerne alcuni litri e, a quel punto, inizia la loro avventura nei bioreattori.

Via via che le cellule aumentano, passano infatti da un bioreattore al successivo, in volumi crescenti: da dieci a 36 litri, e poi a 90, quindi a 360 fino ad arrivare all'ultimo, enorme bioreattore, talmente grande da occupare tre piani in altezza, ed essere composto da tre moduli: quello da 20.000 litri. Quando questo è pieno (in genere ci vuole circa un mese), quelle migliaia di litri iniziano una centrifugazione che distrugge le cellule e separa le proteine.

Queste ultime vengono poi purificate più volte, al fine sia di ottenere un prodotto privo di virus e altri possibili contaminanti, sia di altissima qualità, pronto per essere diluito o concentrato o lavorato, a seconda delle esigenze. Così si arriva alle fiale già pronte per un uso umano, oppure adatte a essere utilizzate come intermedi per altri farmaci, vaccini e altro.

Questa seconda fase in genere dura un paio di settimane, nelle quali si compiono continui controlli, sia automatizzati che da parte di personale specializzato che, in questi anni, è passato dai circa 750 del 2020 agli oltre 2.200 unità di oggi, provenienti da una settantina di paesi. Perché investire in biotecnologie significa creare posti di lavoro altamente qualificati. E attrarre persone in una cittadina dove il clima non è sempre amico, ma dove si viene per essere parte di una comunità scientifica di importanza mondiale, nelle life sciences di oggi e di domani.

Fonte: https://www.ilsole24ore.com/art/farmaci-biologici-danimarca-nasce-maxi-polo-bioreattori-investiti-25-miliardi-euro-AGvCyAEC?refresh_ce=1 



Ultimi Video


Vedi tutti i video »

Clicca sul Banner in basso e guarda il video

Inquadra il codice qr e sostienici!

Oltre le barriere - 2k24 -

è un progetto de

L'Albero Verde della Vita

_____________________________

 

_______________________

DOMUS SAPIENTIAE - Collana Testi

(Liber I)

(Liber II)

(Liber III)

______________________